SILVIO&PUPONE, CUORI IN TEMPESTA

“Dance me to the end of love” è una bellissima e struggente canzone scritta qualche anno fa da Leonard Cohen che consiglio caldamente di ascoltare e vedere, nel video associato, reperibile sul web. Parla di coppie unite dal grande amore fino alla fine, ovvero fino alla morte. Questa è poesia.

Non attiene propriamente alla sfera poetica quanto invece sta succedendo alle più famose coppie VIP: da quella che sembrava la favola d’amore nazionale fra Al Bano e Romina Power, conclusa senza che neanche siano mai stati resi noti i motivi, dal divorzio definitivo fra Brad Pitt e Angelina Jolie del 2019, per poi arrivare ai botti recenti fra la Hunziker a Trussardi e ora, secondo i rumors, all’ultima coppia sull’orlo di una crisi di nervi, alla coppia forse fra le più longeve della storia del jet set nazionale, che riguarda Francesco Totti e Ilary Blasi (tradimenti&affini, più o meno reciproci, lui avrebbe già da mesi la nuova fiamma, una certa Noemi Bocchi). Per non parlare, sempre secondo le solite voci bene informate, dei preparativi per il prossimo matrimonio di Silvio Berlusconi, stavolta con Marta Fascina (gira pure una data, 21 marzo, inizio primavera), che sembra però incontri resistenza da parte dei figli del Cavaliere.

Ma cosa sta succedendo? Sarà forse l’aria della primavera incombente al netto della pandemia, che porta così tanta leggerezza? O sono le conseguenze di due anni di convivenza casalinga forzata?

Certo, s’insinua anche il dubbio che si tratti di escamotage di marketing creativo, affinchè comunque se ne parli e per fornire a noi VNP – Very Normal People – un simpatico motivo di conversazione gossippara al momento del caffè o dell’aperitivo, insomma tutto calcolato.

Oppure, più sinistramente, costituisce un elemento di distrazione ad hoc dai venti di guerra che soffiano sempre più insistenti dalla terra di Russia?

Potrebbero essere tutti pensieri legittimi, certo, fatto sta che tutti questi coup de théâtre alimentano una sorta di vouyerismo generale. O magari si tratta solo di un grande gioco delle coppie, ebbre delle loro ricchezze, che le conducono al contempo verso un’aridità, una povertà di sentimenti, senza possibilità di pacificazione?

Ciascuno sa come stanno realmente le cose. Un effetto l’hanno comunque prodotto: quello di far parlare di sé, farci sentire illusoriamente tutti nella stessa barca, creando un transfert, una immedesimazione in queste icone di instagrammabile memoria. Alla fine, per chi sopravvive a tutto ciò, rimane la poesia della canzone di Cohen, “Dance me to the end of love”.

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