SALA SA COME RENDERE SICURA MILANO: BASTA GELATO SERALE

Le trasmissioni televisive in cui faccio da opinionista finiscono tardi, così mi trovo spesso a percorrere Milano da un capo all’altro tra mezzanotte e l’una. Il traffico è intenso, non come di giorno, ma insomma di notte la città è viva, non solo nelle zone della movida, qualsiasi giorno della settimana con la pioggia o con le stelle, d’inverno o d’estate non fa differenza.

Milano è senza dubbio una delle città by night più effervescenti: la moda, le fiere, il business l’hanno portata ad andare a letto tardi, o addirittura all’alba. E’ vero, ci sono state 7000 denunce nel 2022 che hanno collocato il capoluogo milanese in testa alla classifica italiana davanti a Rimini e Roma. Strano, perché la capitale dopo una cert’ora, la sera, sembra il set di un film. La notte per definizione è allegra e pericolosa nella stessa misura, ovunque ti trovi. Qualcosa per la sicurezza bisogna pur fare.

Non ho l’inventiva del sindaco Giuseppe Sala, che a suo tempo ha affettato Milano come una torta con pezzi di strada dedicate a piste ciclabili: sfociano nel nulla o in piazzali ingolfati.

L’ineffabile gestore dello stadio di San Siro ha trovato il rimedio alle insidie del buio, individuando non nella criminalità, nella droga o nell’alcol i problemi, ma nelle famigliole che passeggiano con un gelato in mano o nei ragazzotti che comprano una bottiglietta d’acqua (di plastica). E negli ambulanti, che dalle 20 d’ora in poi dovranno sloggiare.

Dal prossimo 17 maggio e fino al 4 novembre, in 12 zone densamente frequentate nelle ore serali – soprattutto dai giovani – dopo la mezzanotte sarà proibito acquistare un cono o asportare acqua e bisognerà chiudere i dehor entro mezz’ora (1.30 sabato, domenica e festivi).

Se pensavate che tavoli e panchine all’esterno di bar e ristoranti favorisse la tranquillità dei clienti, un modo sano di starsene all’aperto, di favorire il monitoraggio delle forze dell’ordine, vi siete sbagliati e a suo tempo si dev’essere sbagliato anche il Comune diretto da Giuseppe Sala, che ha aumentato del 40% la tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Il problema è passeggiare con un cono o un bicchierino, il problema è bere acqua, quindi chissenefrega del 40 per cento di cui sopra in più: vi togliamo un paio d’ore di lavoro e ciao Peppa.

Le proteste dei commercianti rimbalzeranno tra i comitati di quartiere, sui tavoli del Consiglio e schizzeranno fuori dalle finestre come i palloni da basket. Sala è notoriamente sordo a tutto: si fa così e basta.

Perché poi il provvedimento sia in vigore “da maggio a novembre”, è un altro mistero incomprensibile. Ho detto che non c’è differenza tra una stagione e l’altra nella mondanità notturna milanese, e le gelaterie, per quanto possa sembrare strano, lavorano anche con la pioggia, col freddo e con la neve: anche d’inverno, insomma. Certo, magari tra novembre e aprile il gelato te lo mangi lì e non ci vai a passeggio, ma insomma se uno calcola tutti i rischi dei cittadini dovrebbe metterci dentro anche questi dettagli. O no?

Troverei assennato, a questo punto, chiarire a quali sanzioni va incontro chi trasgredisce le regole: spero davvero in pene esemplari, tanto vale non avere pietà per concludere la commedia e catalogarla definitivamente come farsa.

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