SCHEMA DI GIOCO O TALENTO DEI SINGOLI: IL DILEMMA DELLO SPORT AGITA LE IMPRESE

Si passa tanto tempo a dibattere se la vera differenza la possono fare le persone o il sistema che si usa. Non solo nei bar per decidere se conti di più il 4-4-2 o il singolo campione, non solo nelle compagnie o nelle famiglie, ma soprattutto nelle aziende, che inseguono da sempre il Santo Graal del successo organizzativo.

Frotte di esperti del personale, psicologi del lavoro, gente con esperienza si è trovata, almeno una volta nella vita, dentro a questo tipo di dibattito. Riuscire a trovare la giusta formula orienta di conseguenza le organizzazioni, imboccando il bivio decisamente a destra piuttosto che a sinistra. Dal piccolo della mia quarantennale esperienza lavorativa, dico subito che non esiste una risposta che accontentI tutti, e che dipende molto dalle situazioni in cui ci si trova. Provo a descriverle, bianco o nero s’intende.

Da un punto di vista prettamente funzionale (che guarda al futuro nel medio-lungo periodo), i sostenitori del solo Metodo e chissenefrega dei nomi e delle persone credono che siano più determinanti i valori, gli obiettivi, i meccanismi interni, il contesto e – in sostanza – il processo che sovraintende il tutto. Se si applicano le regole e si seguono le procedure, c’è una discreta garanzia che si porti avanti lo sviluppo del business e il benessere aziendale. I leader o i gestori vengono in secondo piano, sono semplicemente gli esecutori di una perfetta politica societaria. Meglio l’osservanza che l’iniziativa. Il clima è razionale, senza strappi, può sconfinare in un’azienda senz’anima. Nei periodi di grande pressione e volatilità, questo approccio mostra i suoi limiti perché l’impalcatura di un così ben orchestrato sistema trema nelle sua fondamenta e la reazione alle emergenze è molto lenta.

Da una punto di vista prettamente dei risultati, i sostenitori dei Talenti dei singoli e chissenefrega del processo usato ritengono che le capacità individuali siano le più influenti sul business, così come sul clima aziendale. La leadership è il punto centrale di questo approccio e non si può certo sbagliare a promuovere o assumere le persone giuste. I processi sono in secondo piano e le personalità dei manager indirizzano il corso degli eventi e anche lo stile aziendale. Caratteristica di queste aziende è il forte coinvolgimento personale di tutti e una certa dipendenza dal carisma dei capi. Vince l’imprenditorialità innovativa sulla stabilità. La trappola si annida nel troppo egocentrismo individuale che potrebbe portare fuori rotta la missione originale. Il massimo beneficio è la reazione alle avversità improvvise, che hanno bisogno necessariamente di una guida sicura e ben identificata.

Ho vissuto entrambi i contesti e posso testimoniare che funzionano entrambi. O non funzionano entrambi. Non si può banalmente affermare che un sistema misto sarebbe la panacea, anche se chiunque cerca di provarci perché tutti, in fondo, siamo tentati dal “ma anche”. Non funziona quasi mai, meglio scegliere un modo piuttosto che un altro, valutando molto bene cosa serve a quell’azienda in quel momento.

Quello che posso affermare senza ombre di smentite è che certi cicli magici di grande successo sono legati indissolubilmente a dei nomi, a facce e a singole individualità. Quando capita che un team sia formato dalle persone giuste, che si trovano insieme al momento giusto, nascono delle esperienze irripetibili che portano all’apogeo non solo i risultati ma, soprattutto, lasciano un segno indelebile che rimarrà nel tempo. Perché ciò accada, serve però che ci sia quel direttore lì che si integri perfettamente con quell’altro, che a sua volta trascini il collega magari un po’ restio, che convinca quello più indeciso: si scatena un circolo virtuoso che non ti aspetti. Meglio ancora quando le personalità nel team sono agli opposti: la diversità è un ricchezza e proprio nei momenti più difficili può fare davvero la differenza, attraverso confronti duri, ma franchi. Poi, inevitabilmente, passa il tempo e l’incantesimo, che può anche durare anni, ma non più di tanti, purtroppo, si spezza e si torna alla normalità. Il crepuscolo si origina quando il team si disgrega fisicamente, a partire da qualcuno che se ne va per i più disparati motivi.

Il mistero e la bellezza di tali eventi è nel saper coglierli, viverli, goderli e cavalcarli. Per farlo, devi aver provato a creare le condizioni perché ciò avvenga, crederci sempre ed essere preparato a spingere l’acceleratore dei sogni quando questi momenti arrivano.

 

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