QUANTO CI PIACE IL DRAGHI CHE LE CANTA

A quanto pare ci sono molti italiani che considerano Draghi un algido giudice, un’entità asessuata super partes, un arbitro senza sentimenti e simpatie, più o meno un premier maggiordomo messo lì per sbrigare ciò che la politica non ha saputo fare in proprio, una figura senz’anima e senza cervello, come un elettrodomestico comandato a sbrigare meccanicamente certe operazioni, purchè non si metta in testa di usare anche la testa.

Così, non appena Draghi manifesta su richiesta dei giornalisti una sua legittima opinione, perchè è un premier, non un arbitro, tanti italiani lo accusano di aver debordato, di essere andato oltre i suoi confini, come uno sfondone di cattivo gusto.

Curiosissimo Paese, sempre, il nostro: tutti si prendono la briga di dire qualunque cosa ovunque, in diretta o via social, ma dovrebbe esistere una sola persona interdetta e disattivata, in base a chissà quale galateo politico. Tutti le sparano a raffica ogni giorno, in questo periodo, Draghi però deve stare zitto e muto, senza esprimere opinioni personali, neanche fosse il presidente di tribunale durante un processo penale.

Allora sai che c’è: sarò in minoranza, sarò un troglodita che calpesta il protocollo della fine politica, ma a me questo Draghi che abbandona per un quarto d’ora il suo aplomb, per esprimere liberamente come la pensa, piace ancora di più del tecnico distaccato e asettico dell’ultima fase storica. Mi piace che si (ri)prenda la sua libertà, che si mostri per quello che è, una persona con tanto di idee, giuste o sbagliate, buone o cattive che siano. Quanto poi al contenuto specifico dell’ultima uscita – “La nostra democrazia è più forte dei pupazzi prezzolati, la Russia opera una sistematica corruzione, qualcuno parla con Mosca e poi vuole togliere sanzioni” – casualmente è ciò che pensa almeno un bel numero di milioni d’italiani. Casualmente.

C’è chi sta provando a rinchiudere queste dichiarazioni nel solito ghetto psichiatrico delle stravaganze di fine mandato, come peraltro ci hanno abituati tanti congedanti delle istituzioni da Cossiga in poi, del genere esternazioni e picconate strambe di un tizio ormai un po’ fuori di testa, che non ha più niente da perdere e perde pure i freni inibitori. Ma sarà meglio dirci chiaro e tondo che Draghi non è proprio così, non è un rimba che all’ultimo miglio si crede Napoleone. Ciò che dice ha il tono pacato e la sostanza dura di ragionamenti lucidissimi. Piaccia o non piaccia, non siamo di fronte a un ragioniere senza cuore e senza anima: siamo di fronte a un tecnico che non rinuncia a usare la propria testa, seguendo le proprie convinzioni. Anche se complottisti e terrapiattisti ce l’hanno immediatamente dipinto come un servo schifoso – degli Usa, dei poteri forti, dei banchieri, magari anche della massonerie e della bocciofila – è facile intravvedere in filigrana il profilo consolante dell’uomo libero, libero almeno quanto sia possibile essere liberi a certi livelli e in certi ambienti.

Punti di vista, certo. Ma comunque la si dica e la si veda, resta forte la sensazione d’essere di fronte al gigante in mezzo ai nani. Non è difficile prevedere che capiremo, apprezzeremo, rimpiangeremo compiutamente Draghi quando si scanserà per lasciare il posto di nuovo a quelli bravi, ai professionisti della politica. Detta fino in fondo, in questo squallore generale: ancora c’è, eppure già manca.

Un pensiero su “QUANTO CI PIACE IL DRAGHI CHE LE CANTA

  1. Ghilardi02 dice:

    In tanti pensano che ci siano alcuni personaggi politici “in primis Berlusconi” che ha usato, prima Monti, ed ora Draghi per sottometterlo ai suoi desideri politici (fai le leggi che voglio io , per le mie aziende, amici con propensioni a non voler pagare le tasse ).
    Lo stesso dicasi per Salvini (personaggio ignorante di cose e di competenze sociali, culturali, economiche che servono a tutti gli italiani ( e non solo a chi non vuole pagare le tasse ). Non l’ho mai sentito dire che prima della distribuzione della ricchezza, occorre produrla. Un personaggio che, secondo le notizie di stampa, ha detto lui stesso che non ha mai lavorato in vita sua (come tanti populisti dei 5 stelle e Italexit) voleva usare Draghi ai suoi fini strumentali.
    Draghi ha fatto bene a ricordare a questa schifosa classe politica che gran parte degli italiani, soprattutto, quelli onesti che non hanno bisogno di sussidi ogni giorno, ma di lavoro e di competenze per vivere .

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