PAULA LA COERENTE CHE GIRA LE SPALLE AL MITO DEL PIBE

di TONY DAMASCELLI – Segnalo Paula Dapena, di anni ventiquattro, calciatrice, centrocampista del Viaje Interrias, prima divisione nazionale di Spagna. Allo stadio Ciudade Deportiva de Abegundo a La Coruna, Paula è scesa in campo per giocare l’amichevole contro il Deportivo Abanca. Prima del fischio d’inizio è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Diego Armando Maradona. Le ragazze si sono disposte secondo usi, ma Paula ha scelto di accucciarsi sul prato, voltando le spalle a fotografi e telecamere, a tutti e a tutto. Non ha voluto per niente commemorare “uno stupratore, pedofilo e puttaniere”, un personaggio che ha abusato di donne e dunque non può essere ricordato proprio dalle donne e calciatrici, restando in piedi con l’espressione da repertorio magari pensando ad altro : ”Lo ritengo ipocrita”.

Paula Dapena è nota per la sua battaglia quotidiana a difesa delle donne, maltrattate, violentate, usate e abusate. Va da sé che è stata coerente con le proprie idee. Altrove c’è stata la santificazione non soltanto del calciatore ma, in alcuni casi, addirittura dell’uomo, del padre e marito, il resto è stato archiviato, dimenticato, cancellato per far posto a lacrime e commozione.

Prevedo tumulti e reazioni scomposte al grido di giù le mani da Diego e “parce sepulto”, ma Paula Dapena non ha letto l’Eneide di Virgilio, le è bastato sfogliare le pagine di cronaca per ricordare quando la mano de Diòs non veniva usata per segnare un gol.

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