C’E’ CHI DICE NO: IO STO CON PAULA

di PIER AUGUSTO STAGI – La mano di Maradona e le spalle di Paula. I “selfie” di tre cretini e la foto della squadra con quell’unica ragazza che non osserva il minuto di raccoglimento per il Pibe, ma resta per terra e girata di spalle.

C’è chi dice no, canterebbe Vasco. Eppure in questi giorni chi ci ha provato è stato semplicemente linciato e portato a recitare un rosario laico, che è poi l’essenza del pensiero unico. Bel modo di onorare la memoria del più grande calciatore della storia (io resto con il direttore Gatti, la ragione mi dice Pelé, il cuore Johan Cruijff), che fino a prova contraria si è sempre ribellato agli stilemi gridando al mondo e sul muso dei potenti il proprio dissenso, per poi però andarci a cena. Lui, l’uomo che incantava le platee con un pallone tra i piedi e le cantava ai capi di Governo di mezzo mondo, l’uomo che ha rotto gli schemi oggi si trova a dover essere ricordato con un’unica velina e guai a chi va fuori dallo spartito.

Paula Dapena non ci sta. La calciatrice del Viajes Interrias FF ha deciso, con rispettabilissima dignità, di non osservare il minuto di silenzio in onore di Diego Armando Maradona nel prepartita della sfida contro il Deportivo La Coruna. Tutti in piedi, tranne una. Lei, Paula, è rimasta seduta, di spalle, nel bel mezzo del campo. «Già prima di entrare in campo, avevo comunicato alle mie compagne come mi sarei comportata – ha dichiarato la calciatrice ai microfoni di “Marca” -. La data della morte di Maradona coincide con quella della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: non mi sembra che sia stato osservato un minuto di silenzio per tutte le vittime di queste violenze. Se non meritano un minuto di silenzio loro, allora io non sono disposta a osservarlo per ricordare un violentatore».

Parole dure, che non mancheranno di far discutere. La speranza è che ognuno possa esprimere il proprio pensiero argomentandolo e motivandolo, senza essere bollato come eretico.

Un pensiero su “C’E’ CHI DICE NO: IO STO CON PAULA

  1. Fiorenzo Alessi dice:

    Egr. Dott. PIER Augusto STAGI,
    Sul Maradona calciatore si è meritoriamente (che non significa meritatamente..) detto tutto.
    Così , e forse di più, del DIEGO uomo.
    Nulla aggiungo, non avendone ne’ titoli ,ne’ voglia.
    Dico che questi “ Dei….maledetti” dello Sport mi sono sempre andati a genio , e non ne nascondo l’ammirazione .
    Un nome per tutti, nell’amato Ciclismo : Marco PANTANI, da Cesenatico.
    Ciclista unico nella sua “agonia” d’impareggiabile scalatore, Uomo non sorretto dalle stessa determinazione e ferocia agonistica che gli era naturale in sella al suo cavallo d’acciaio.
    Mi risulta, ma potrei ovviamente sbagliare, che (impegni agonistici permettendo) non disdegnasse le compagnie femminili .
    Le dico, francamente, che trovo singolari , e fors’anche strumentali , le iniziative alla Paula Dapena.
    Se , tra le tante definizioni, Maradona possa annoverare anche quella di “violentatore” lo trovo un modo, alquanto miserabile , di richiamare l’attenzione non su di un fatto-problema che impone oggettività di giudizio e serietà di valutazioni , ma sulla persona da cui promana quella che è, ne’ più ne’ meno, un’invettiva gratuita, per di più a carico di chi non può certo replicare.
    Doppiamente spregevole , a mio avviso.
    E poi , a pensarci bene, se Maradona fosse stato quello che così amabilmente la sig.ra Paula definisce “un VIOLENTATORE” , non si dovrebbe estendere questa simpatica “qualifica” anche a tanti altri personaggi , della vita sociale-culturale e sportiva di questo Mondaccio, anch’essi passati a miglior vita, che non disdegnavano di…cogliere l’attimo ?
    Come diceva un sant’uomo …”SE SBAGLIO , MI CORRIGERETE”.
    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

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