NON SERVE IL VAR PER SPIEGARE LA CADUTA DEL VAR

Dovrei controllare ma credo che su qualche annuncio economico sia apparsa questa offerta: AAA cedesi videoassistenzaarbitri, telefonare ore pasti, no perdi tempo (che non si recupera).

Daniele Orsato è il nuovo designatore del settore, già quando era in campo comandava meglio di un qualunque Collina, assunto al ruolo apicale ha chiamato a raccolta i suoi e ha spiegato che la sceneggiata dei mimi che disegnano nell’aria una cornice, alludendo al televisore, al monitor, non può andare avanti così come era strutturata, un fischio ogni respiro, una interruzione per un ragazzo giacente sul prato, basta, per favore, se ne faccia uso soltanto in casi di emergenza.

E così il gioco torna a essere tale, sono previsti i contrasti, le entrate dure, chi sviene e rotola da tarantolato è chiamato a rialzarsi come disse Gesù al paralitico, corpi tatuati e muscolosi che buffamente si sgonfiano al primo alito avversario (a meno che costui non sia reduce da una bagna càuda), fine delle sceneggiate.

Segnalati in crisi gli inquilini del monolocale di Lissone, vivono da guardoni, seguono clandestinamente le azioni, ansiosi di essere interpellati, passano pomeriggi e serate, osservatori ben pagati ma inutili alla causa, ogni tanto una chiamata ma il nuovo codice ha ridotto al minimo sindacale il lavoro da remoto.

La non notizia diventa la notizia, a domanda televisiva di Fabio Fazio “Che pensi del Var?”, Michel Platini così rispose: “Una cagata”, non la domanda ovviamente.

Totale: si gioca di più, roba piccola comunque, ma si gioca anche peggio, viste le esibizioni delle nostre fuori dal condominio italiano, il merito non è degli allenatori ma di Orsato Daniele, che se ne fotte degli arzigogoli regolamentari voluti dalla Fifa e riconsegna il calcio alla sua storia antica, un arbitro, due guardalinee (per favore non segnalinee, quelli sono gli addetti con trattorino a segnare il campo), il quarto uomo, un aperitivo a quello che dovrebbe accadere e già accade in serie C, niente Lissone ma arbitro e quarto uomo che controllano il monitor a bordo campo e poi decidono, in secondi dieci.

Aveva ragione Boskov: “Rigore è quando arbitro fischia”. Gol e palla al centro.

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