L’ITALIANO INFALLIBILE

di JOHNNY RONCALLI – “Che ci faccio qui?”. È il titolo di un bellissimo libro di Bruce Chatwin e anche il pensiero che uno si immagina formulato da Alberto Giovanni Gerli (nella foto), una volta appreso di essere stato nominato membro del nuovo Comitato Tecnico Scientifico per elaborare strategie contro la pandemia.

Uno però a volte eccede in immaginazione e immagina male.

Con il nuovo governo, viene deciso che il CTS debba essere rinnovato. Di nuovo, uno si immagina il gotha della comunità scientifica chiamato a raccolta, dati e pubblicazioni alla mano. Quello che uno non si immagina è leggere il nome di Alberto Giovanni Gerli nella ristretta cerchia dei prescelti, perché dati e pubblicazioni alla mano, la nomina non è chiarissima, eufemismo. E infatti, subito si scatena il putiferio, polemiche, richieste di chiarimenti, rinuncia dell’incarico da parte dell’interessato, ma rinuncia che merita un pensiero a sé. Ci arriviamo.

Ingegnere, imprenditore, già consigliere delegato di Confindustria giovani, il signor Gerli vanta effettivamente qualche studio e qualche pubblicazione, ma soprattutto una serie di previsioni relative allo sviluppo della pandemia Covid. Peccato che queste ultime paiano avere la stessa scientificità dell’estrazione dei numeri del lotto, a giudicare dalla corrispondenza tra oracoli ed eventi.

Entro la fine di febbraio, la regione Veneto sarà bianca, ci fece sapere: in realtà non lo diventerà mai, seguirà il percorso esattamente opposto, dritta sparata verso il rosso. A marzo, 350 casi al giorno in Lombardia, rincarò: non ha sbagliato di molto dai, sono più di quattromila in realtà, ma lui lo aveva specificato, “salvo varianti”. Lo scorso anno previde 130mila casi a New York entro giugno. Saranno il triplo.

Un curriculum di tutto rispetto, che in Italia, patria di artisti e naviganti di correnti politiche, porta dritti sparati verso un comitato. Uno qualsiasi, non c’è alcun imbarazzo della scelta.

Big Data Scientist si definisce lui stesso, e questo qualche campanellino d’allarme avrebbe dovuto farlo suonare. Poi il suo canale youtube, DATA&TONIC: irresistibile. Uno così te lo porti nel comitato, per forza. E’ perfetto per un comitato italiano, uno qualunque. Ha il curriculum perfetto. Tutte le carte in regola. Se non fosse che l’investitura scatena il polverone, e lui cosa fa? Rinuncia! Ma come, in Italia? Non si fa, questo non si fa.

Ora, ci sarebbe magari da esaltare il Gerli, almeno per la rinuncia. Ma anche questa è una commedia di suo, la commedia nella commedia.

Il signor Gerli, sempre lui, per placare gli animi, per evitare polveroni, se ne esce così: “A seguito delle inattese (!, nda) e sorprendenti (!, nda) polemiche esplose all’indomani della mia nomina a componente del Comitato Tecnico Scientifico, ho ritenuto opportuno rinunciare all’incarico, così da evitare al Cts e alle Istituzioni in generale ulteriori, inutili ostacoli e distrazioni rispetto alle importanti e difficili decisioni che sono chiamati a prendere in un momento tanto delicato per il Paese”. E poi ancora, “Ringrazio la Presidenza del Consiglio per la nomina, di cui mi ritengo onorato”, dicendosi poi l’imprenditore “convinto della bontà dei dati che ho contribuito a sviluppare e del fatto che possano costituire un utile elemento di analisi nella gestione della pandemia”.

Convinto dei risultati ottenuti, forte del fatto di non averne azzeccata una, lui rinuncia.

Ma sia chiaro: adesso nessuno l’ha voluto nel comitato, nessuno ha suggerito il suo nome, è tutto demerito suo, gli altri non ne sanno nulla, lui è approdato da solo, o vogliamo scherzare?

Non era facile, Alberto Giovanni Gerli. Ce l’avevi quasi fatta, quasi. Si potrebbe pure chiuderla qui, se dietro non ci fosse comunque qualcuno che in quel comitato l’avrebbe voluto, eccome.

Forse ci mancherà Gerli, il suo involontario umorismo nero, il suo vagare tra i numeri e scansare la soluzione esatta, ci mancherà. Ma stiamone certi, l’astinenza non durerà a lungo: non scomparirà, uno così un altro comitato prima o poi lo trova, scommettiamo? Siamo pur sempre in Italia, mai dimenticarlo.

Alla peggio lo rivedremo sull’Isola per diventare famosi.

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