Ogni parata di Donnarumma ha provocato un colpo al fegato di Luis Enrique, Lo spagnolo fece fuori dal Paris St Germain il nostro portiere, che a Parigi ha ribadito di essere il numero uno al mondo.
Ma la notizia vera è la prova dell’Italia, il pareggio ha valore forte, la squadra ha giocato un buon football, ha difeso e costruito, nessun azzurro sotto la sufficienza larga in pagella, oltre Donnarumma da 10, superbo il resto della terza linea, da Kayode a Calafiori a Scalvini a Bastoni uomo gol, difesa ritrovata davanti a Gigio Nembo Kid, in mezzo al campo puliti Fagioli e Tonali, con Frattesi che ha fatto il libero a tutti, recuperando un tot di palloni, davanti ha sofferto Pio Esposito contro Upemecano poi espulso, benissimo il fratello Sebastiano e combattente come sempre Kean.
Totale: un’Italia restituita a se stessa, mai timida, costretta a subire il narcicismo francese che senza Mbappé non ha una punta vera e soltanto un fenomeno, Olise, che ha realizzato su punizione un gol alla Zidane o alla Platini.
Il viaggio a Parigi riconsegna autostima, ha avuto ragione Mancini a confermare la formazione che aveva divertito in Turchia, il risultato va spiegato con le magie di Donnarumma, ma questo è il ruolo del portiere che ripercorre la storia di Zoff e di Buffon, scuola italiana nella quale si inseriscono Kayode e Vergara in attesa di riavere Palestra.
I francesi avevano preparato la grande festa per Zidane, come a Berlino siamo riusciti a spegnere il can can. Per noi una sconfitta, una vittoria, un pareggio, risultati diversi ma prestazioni a crescere, segnali di fumo bianco dopo il gas tossico, non siamo seta ma nemmeno cenci, Mancini dovrà lavorare sperando che i club gli diano una mano, tra otto giorni torna il campionato e tornano gli stranieri. Per il momento una coppa di champagne millesimato è il migliore souvenir di Parigi. Informate Luis Enrique.
