Non riesco a capire la logica delle sanzioni a Cuba. In generale, le sanzioni mi sembrano la leva più democratica per costringere un Paese a fare o non fare qualcosa. Non ti sparo, non ti cannoneggio, non ti bombardo, però con te non commercio più. Ci sta. Ci stanno le sanzioni all’Iran, alla Russia – ci vorrebbero anche all’Arabia Saudita e altre satrapie orientali, ma lasciamo perdere.
Ma perché imporre sanzioni così dure ai poveri cubani che se ne stanno tranquilli nella loro isola, non vogliono costruire bombe atomiche, non minacciano di distruggere Israele, non vogliono invadere la Groenlandia.
Dopo che il colpo di stato americano in Venezuela ha tagliato i rifornimenti di petrolio, a Cuba mancano energia elettrica e persino medicine. Perché? Cosa vuole ottenere l’arancionato? Sull’isola c’è una blanda dittatura che dal 2003 non condanna a morte più nessuno, non sembra che ci sia una gran voglia di rovesciare il regime, non ci sono insorti da sostenere. Dunque perché? Forse non lo sa neanche lui.
