LA ZELANTE BUROCRAZIA CHE MULTA I LIBRI

di MARIO SCHIANI – Ricordate Paolo Bonacelli nel famoso “Johnny Stecchino” di Roberto Benigni? “Il problema di Palermo (pronunciato “Palemmo”, nda) è il traffico”. Niente affatto: il problema di Palemmo sono i libri. Troppi libri: invadono le strade e bloccano la circolazione. Non delle idee, perchè di quelle ormai non importa più niente a nessuno: tutti ne hanno una, una soltanto, e se la tengono stretta per paura che scappi.

Che i libri siano il problema di Palermo non lo diciamo noi ma un verbale della polizia locale. Con questo importante documento i vigili impongono la chiusura alla “Libreria Itinerante Pietro Tramonte”, un nome piuttosto pomposo per identificare il banchetto di libri usati gestito da un pensionato in piazza Monte Santa Rosalia, in pieno centro città.

L’unica contestazione che d’istinto solleveremmo alla Libreria è quella di essere poco “Itinerante” perché, a quanto pare, il volume dei libri era diventato considerevole e di conseguenza ben poco mobile ma, si direbbe, per un esercizio del genere trattasi di pregio e non di difetto.

I vigili di Palermo non la pensano così, perché al pensionato-libraio è stato presentato un verbale nel quale si legge che “l’attività è sprovvista della prescritta autorizzazione” e che “vista la mole e la copiosa quantità dei volumi e delle riviste” è necessaria la rimozione di tutto l’ambaradan. Poco importa che la Libreria Itinerante fosse diventata un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere e che il libraio non di rado provvedesse a regalare qualche libro ai ragazzi di passaggio, magari quelli “difficili”, che altrimenti con i libri avrebbero poche occasioni di contatto. Ma, si sa, il regolamento è il regolamento e, per dirla alla Totò, siamo uomini o vigili urbani? Se l’autorizzazione non c’è, bisogna fare il verbale.

A libreria rimossa, fanno notare i residenti della zona, ci sarà oltretutto più posto per i sacchi della spazzatura che artisticamente vengono disposti contro i muri e raramente l’azienda di pulizie si azzarda a rimuovere.

Una brutta storia di burocrazia, come vedete. La buona notizia è che la città di Palermo, come sa fare, si è sollevata e il pensionato-libraio ha ricevuto tanta solidarietà e una promessa di interessamento da parte del sindaco Orlando. Al quale spetta, a essere onesti, un compito non facilissimo, perché la logica della burocrazia, quando applicata, è tosta da rimuovere: se ora il primo cittadino dovesse autorizzare un’attività non autorizzata quante altre attività non autorizzate emergerebbero con la richiesta di venire autorizzate sulla base di un principio di parità dei diritti d’autorizzazione ai non autorizzati? Il Comma 22 è giusto dietro l’angolo.

Per amore dei libri, e di Palermo, speriamo che un funzionario del Comune se ne esca con una soluzione brillante. Se la troverà è perché nella sua vita avrà letto qualche buon libro senza che un vigile – trop de zèle – glielo abbia soffiato da sotto il naso.

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