Braccianti, sì, ancora sui braccianti. Una sceneggiatura noiosa e poco appassionante, con una trama statica, immobile e intoccabile, sembrerebbe, me ne rendo conto, ma come si può tacere?
Per qualcuno, per i nostri governi ad esempio, tacere è una virtù: non è un tema sull’agenda, come usa dire. Con forza e convinzione per il governo in carica, ma lo sfacelo di ghetti come Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci a Foggia non nasce ieri e nemmeno il giorno dell’insediamento della Meloni. Lo sfacelo di questi e altri ghetti, e in generale di tutta la questione che riguarda i braccianti, ha origini ben più lontane, uno sfacelo che nessun governo ha saputo frenare e forse nemmeno ha voluto vedere, con l’aggravante di non capire quale occasione straordinaria poteva generarsi dall’impiego necessario di forza lavoro della quale non possiamo ormai più fare a meno.
Un’occasione di integrazione e di civiltà che nessuno ha saputo o voluto vedere, alla faccia delle recriminazioni oggi della sinistra, sacrosante, ma viene da chiedersi: dove siete stati nell’ultimo quarto di secolo, visto che è da poco oltre l’anno duemila che ha cominciato a crescere e ingrandirsi la baraccopoli di Borgo Mezzanone?
Adesso, oggi, è facile e giusto imbestialirsi ancora di più, perché ci viene ricordato che il PNRR aveva destinato 200 milioni di euro per la questione dei ghetti dei braccianti, e 54 milioni proprio per Borgo Mezzanone. Ci viene ricordato e scopriamo che la maggior parte di quei soldi (178 milioni) è stata restituita al mittente, inutilizzata, ed è giusto nello specifico infuriarsi con il governo in carica, il quale sembra non avere interesse in merito e nemmeno sembra vedere oltre il proprio naso, scorgere l’occasione, ma non ci stupiamo.
Meloni, Salvini e compagnia aizzano la stampa e l’informazione in genere quando si tratta di immigrati illegali e quando si tratta di sottolineare fatti di cronaca nera, mentre sugli illegali dei campi di pomodori va tutto bene, soprattutto dalle 5 di mattina alle 8 di sera, quando si sfiancano sotto il sole per riempire i supermercati e le nostre tavole. Regolarizzare e integrare nemmeno se ne parla, anzi, va bene il ghetto, almeno si sa dove stanno. Come stanno che ci importa?
Con quei soldi si poteva fare molto, moltissimo, se non tutto, ma si è scelto di chiudere gli occhi e far finta di niente e perdere l’ennesima opportunità. La sinistra giustamente inveisce, e ci mancherebbe, però, di nuovo, sarebbe onesto e leale riconoscere che non ci sono innocenti e anime candide in questa faccenda, perché tutti hanno dato il loro contributo al consolidamento di Borgo Mezzanone e di tutti gli altri ghetti.
Si poteva fermare subito, si poteva con fatica rimettere le cose a posto negli anni, qualcuno avrebbe potuto farlo adesso con una possibilità irripetibile, ma nessuno ha fatto nulla, nessuno.
Si alzeranno bandierine da parte di chi dirà che qualcosa è stato fatto, ma non certo dall’istituzione, dallo Stato, diremo, questa formula meravigliosa che serve a mettersi sull’attenti prima e a non sentirsi responsabili poi.
La canzone, a cambiarla un poco, farebbe così: lo Stato siamo noi, nessuno si senta escluso. Giusto i braccianti. L’Italia agli italiani dunque, per tutti gli altri abbiamo zone franche a volontà: i campi di pomodori.
