LA CROCIATA IPOCRITA PER LA MESSA DI MEZZANOTTE

di DON ALBERTO CARRARA – Non ricordo in quale libro di Chesterton si trova la battuta: “Quel giorno la messa delle 12 iniziò alle 12 e un quarto”. Quando, in futuro, ricorderemo il Natale 2020 dovremo dar fondo a un paradosso ancora più choccante: “La messa di mezzanotte iniziò alle 20”. E dovette finire prima delle 22 perché, a quell’ora, si doveva essere tutti a casa.

Grande discussione sui progetti del governo per il prossimo Natale. I vescovi hanno già detto che obbediranno e, quindi, con loro dovranno obbedire tutte le comunità cristiane d’Italia: la messa di mezzanotte non si farà. Ma l’obbedienza dei vescovi – e dei cattolici dietro di loro – non elimina il problema.

Vorrei poter dire due cose, apparentemente contraddittorie. Il guaio è che sono, mi sembra, tutte e due vere.

Prima verità. La messa è un rito e la messa di mezzanotte di Natale lo è all’ennesima potenza: perché legata a una festa specialissima, perché la si celebra a quell’ora ab immemorabili. Ora, il rito è, di suo, conservatore, perché deve valere per tutti i luoghi e per tutti i tempi. Ho sempre visto come fumo negli occhi quei preti che, per essere moderni, stravolgono i riti, li cambiano a piacimento. Naturalmente cambiano perché l’hanno deciso loro e cambiano in barba alla comunità per la quale celebrano. Sono i preti padri eterni. Per essere moderni sono clericali: decidono tutto da soli. Quindi sono tutt’altro che moderni. Il rito è il rito.

Seconda verità. Ma andare a messa non basta. Tanta gente va a messa (per la verità, molto meno di un tempo) e poi, uscita di chiesa, è prepotente, egoista, accaparratrice… Cristiani nel rito, pagani nel cuore. Non solo, ma quanti di questi fedeli natalizi si sentono poi in dovere, per coerenza, di andare a messa anche la domenica successiva e le altre domeniche? E quanti, una volta celebrato il Natale del Dio bambino, si sentono in dovere di coltivare verso gli altri la stessa tenerissima misericordia che lui ha avuto verso di noi? Tanta gente si sente cristiana solo perché difende mezzanotte e presepio. Il cristianesimo viene ridotto a un rito. Il rito non basta, caro onorevole, tu che difendi il presepio nelle scuole e la mezzanotte per la messa di Natale.

Conclusione molto salomonica. Ci spiace per la messa di mezzanotte. Ma ci spiace ancora di più che il Bambino di Betlemme continui a essere il grande sconosciuto, anche per coloro che si sono autoproclamati suoi protettori. “L’Amore non è amato”, si lamentava s. Francesco.

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