Dai su, organizziamo il viaggio. Al diavolo le ragazze facili con i calciatori difficili, ma vadano a quel paese i candidati alla Federcalcio, vogliamo l’Italia al Mondiale, chissenefrega della guerra in Iran, noi vogliamo Pio Esposito e Gigi Donnarumma al fronte americano, ce lo garantisce Zampolli Paolo inviato da Trump Donald che a sua volta trasmetterà la pratica a Infantino Gianni e tuttinsieme sventoleremo il tricolor.
In fondo, a commedia segue farsa, il paese è piccolo la gente mormora e la nazionale azzurra potrebbe essere ripescata, come uno scorfano ripensando a certe facce post Bosnia, così affrontando l’oceano e il Mondiale. Ce lo meritiamo, così prevedo i titoli di qualche foglio di propaganda, l’Iran ha altro cui pensare altro che giocare il Mondiale regolarmente conquistato, se Hormuz è stretto noi abbiamo la valigia aperta, il mondo ci aspetta, con pernacchie e compassione, reduci da umiliazioni, eliminati per la terza volta, ma infine riabilitati dallo sporco businesse, perché gli immigrati italiani nelle Americhe, che siano Stati Uniti, Canada o Messico, territori che ospiteranno l’evento, garantiscono tifo e voti, incassi e spettacolo. Eppoi, diciamocelo tutto, i politici sono pronti a scendere in campo, fieri del recupero insperato però sollecitato, manovre di vario tipo, inviti a cena, senza supplemento in camera, diplomazia allo stato puro.
Sarebbe il trionfo di Infantino, per Trump un po’ meno visto che ultimamente la Meloni gli è entrata in modalità aereo, ma per i nostri azzurri un viaggio imprevisto. Sorge però la domanda: chi sarà il commissario tecnico? Silvio Baldini se lo meriterebbe a prescindere, però lo stanno utilizzando come una colf a ore, fremiti tra i possibili successori di Gattuso, il casting è affollato di cognomi, prevedo anche una lettera di scuse e di ringraziamento a Khamenei, con invito ad assistere all’esordio azzurro, gruppo G, 15 giugno, Los Angeles Stadium, Italia-Nuova Zelanda. Però con il rischio di beccarle pure dai Kiwis, per poi affrontare Belgio ed Egitto e chissà volare verso la finale, come nelle migliori favole. O nelle peggiori buffonate. Si replica.
