CURARSI CON LA GRANDE BELLEZZA

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

di ALBERTO VITO (sociologo e psicologo) – L’associazione di volontariato “Compagni di Viaggio Onlus”, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) e l’Unità di Psicologia Clinica degli Ospedali dei Colli, nel 2017 ha azzardato un sogno affascinante: “La bellezza che Cura”.

Il progetto prevedeva visite guidate gratuite al museo per i pazienti oncologici. L’iniziativa è poi stata replicata nel 2019 e, prima dell’emergenza Covid, era stato programmato per giugno dello scorso anno il suo ampliamento, con l’ambizioso obiettivo di portare 500 pazienti a visitare mostre in 10 città italiane nella stessa giornata.

Avevano aderito importanti realtà museali di diverse regioni (Napoli, Roma, Ravenna, Alghero, Siena, Catania, ecc.) e sono in corso contatti con società scientifiche di carattere nazionale, in modo da avere la collaborazioni di oncologi e psicologi, che sosterranno il progetto condividendolo con i loro pazienti.

La “Bellezza che cura” rientra in una moderna concezione sanitaria che non si limita alla presa in carico della patologia, ma pone attenzione alla globalità della persona, al miglioramento della sua qualità di vita, riconoscendo i bisogni psicologici, relazionali e la ricerca del senso esistenziale della vita. In tal senso, il contatto con opere d’arte, come quelle presenti nei musei italiani, può costituire per molte persone un momento non solo distensivo, rilassante o di apprendimento, ma di autentico benessere.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che il recupero del senso estetico, dell’attenzione al bello – assente nei momenti di maggiore depressione o angoscia – migliori di sensibilmente la qualità di vita. La possibilità di fruire della Bellezza è uno degli aspetti fondanti il benessere, come sempre più studi scientifici confermano, e rappresenta anche un’occasione per recuperare quella socialità che la malattia pone sullo sfondo.

L’iniziativa prevede anche incontri di gruppo con i pazienti, gestiti da operatori culturali e psicologi, allo scopo di preparare alle visite museali, ed un incontro successivo in cui gli utenti, guidati da esperti, discutono le impressioni sperimentate durante la visita in relazione al proprio vissuto di ammalati.

La cosa più importante: è intenzione di “Compagni di Viaggio” rilanciare l’iniziativa non appena saranno cessate le attuali misure di restringimento sociale contro il Covid.

Segnalo questa iniziativa perché sono sempre di più, in Italia e nel mondo, le sinergie tra il mondo dell’arte e quello sanitario. Curare con la bellezza è un bel modo di integrare una medicina inevitabilmente sempre più tecnologica, che rischia di essere certo più efficace ma anche più fredda e spersonalizzata. In fondo, anche la recente pandemia ha mostrato quanto, nonostante le necessità di isolamento, il bisogno di comunicazione e di contatto umano sia ineliminabile, sia dentro che fuori le corsie degli ospedali.

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