VALANGA AZZURRA

di CRISTIANO GATTI – Non c’è più bisogno di altre prove: noi italiani siamo un popolo che non dimentica nulla, che impara a memoria le lezioni e prontamente assume gli adeguati comportamenti.

Eccoci dunque tutti qui, come nuovi, impegnati nella replica della lunga estate calda, quella delle ammucchiate dementi in Costa Smeralda e dei Billionaire infetti come allevamenti di visoni. In questo caso è la versione invernale, dal sole e dal mare si passa alla neve e alla montagna, ma l’atteggiamento responsabile è uguale. Intatto, come se niente fosse mai successo.

Con rara efficacia, i media stanno già parlando di “nuovo fronte” nella lotta tra Regioni e governo, tanto per confermare ancora una volta come le istituzioni centrali e periferiche siano in guerra totale, mai d’accordo su nulla, remando in direzioni opposte.

“Macongranpenalerecagiù”: nelle antiche elementari usavamo questo scioglilingua per ricordare le fette dell’intero arco alpino, dalle Marittime alle Giulie, oggi come oggi serve ad assemblare tutte le invocazioni disperate degli operatori d’alta quota per aprire gli impianti sciistici. Interessi, incassi, affari: siamo sempre alle stesse motivazioni primarie, in simil-Billionaire, il ludico-superfluo come necessario, causa tutela dei posti di lavoro e dei fatturati, e pazienza se ci scappa un’altra ondata, qualche morto val bene il salvataggio in terapia intensiva dei bilanci.

A Roma, prima il ministro Boccia e quindi il premier Conte hanno già replicato che non ci possiamo permettere questo passo falso, con settecento morti al giorno ancora da seppellire. Da parte loro, indomiti, gli operatori e i politici di montagna stanno mobilitando tutto il mobilitabile, fino all’ultima cartuccia, per salvare la stagione. Hanno persino calato gli assi: Alberto Tomba e la Brignone. Una valanga rosazzurra per toccare le corde degli italiani più incerti. I due spiegano che lo sci non è pericoloso, in chiave Covid, perchè è sport singolo (noi si pensava che si scendesse in squadre da undici, sullo stesso snowboard), è sport all’aria aperta, è sport dal naturale distanziamento.

Se non fossimo già tutti esausti di spiegazioni scientifiche, qualcuno potrebbe ancora alzarsi in piedi per spiegare ai due fenomeni che il problema non è ovviamente mentre si scia, ma prima e dopo, agli impianti di risalita, tanto per dire (nella foto, l’assalto del 25 ottobre a Cervinia). Ma stanchissimi come siamo tutti quanti, chi se la sente di sobbarcarsi la fatica di farla capire a Tomba. Quanto alla Brignone, è una new-entry nel ramo ragionamenti, chi può dire quanto impegno richiederebbe.

Ad ogni modo, tre mesi dopo “Vacanze a Porto Cervo”, abbiamo imperturbabilmente già pronto il cinepanettone “Vacanze a Cortina”, stavolta senza neanche scomodare Vanzina e De Sica (Boldi nemmeno a parlarne: è già ingaggiato dalla Regione Lombardia, dove peraltro di comici non si sentiva la mancanza).

Sì, è veramente tutto da ridere. Se non fosse che là dentro, negli ospedali di tutta Italia, i malati, i medici, gli infermieri continuano a trascorrere le loro settimane bianche una di fila all’altra, senza spa e senza stube, eppure queste sì davvero indimenticabili.

Un pensiero su “VALANGA AZZURRA

  1. Fiorenzo Alessi dice:

    Egr. Dott. Cristiano GATTI,
    Mi è proprio piaciuto il richiamo all’infantile scioglilingua.
    Me ne sovviene un altro, meno fanciullesco e pure molto meno educativo , ma adeguato alla bisogna :
    Madeimortiemalatidiquestoinfameandazzoachiglienefregauncazzo ?
    Ci si riempie la bocca dell’ormai prossimo Natale, ormai da anni ridotto a ciò che tutti sappiamo : ben poco di intimo, mica dico di Santo , gli abbiamo lasciato , facendone una banale quanto ingombrante ed estenuante occasione d‘incontri .
    Ecco, con l’aria che tira non mi pare che si dovrebbe poi sentire troppo la mancanza , volontaria o “coatta” che sia, proprio di questi incontri.
    Ma tant’è : se, caso mai servisse rammentarlo, la storia è maestra di vita, qui della storia pare non importarne pressoché più nulla quasi a nessuno. Temo che alla stessa sorte stia andando incontro anche la vita.
    E la colpa, si può esserne certi, è soprattutto della maestra.
    Cordialità.
    Fiorenzo Alessi

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