VAGINE E AMMAZZACAFFE’

di TONY DAMASCELLI – Fermi tutti. Federcalcio? Non pervenuta. Lega serie A? Vedi sopra. Uefa e Fifa? Idem a seguire.

Il calcio finisce nelle carte delle aziende sanitarie locali, queste sono diventate gli arbitri del campionato, i calciatori della Roma e della Fiorentina vengono sequestrati e impediti di partire per le varie nazionali, quelli della Lazio passano dal positivo al negativo nel giro di una amatriciana, a Napoli si ricorda un sabato improbabile, altri si nascondono nel canneto dei tamponi, come diceva Flaiano la situazione è grave ma non è seria.

Silvio Berlusconi azzarda un autogol, se dipendesse da lui sospenderebbe il campionato, proprio ora che il Milan, pure pareggiante contro il Verona, è primo in classifica.

Si gioca malissimo, il calendario è intasato tra roba nostrana e internazionale, il Covid aggiunge affanni e mi rendo conto che l’immagine è blasfema ma così stanno le cose in questo mondo football che non ha regole di comportamento ma soltanto privilegi.

La vicenda dei tamponi e le elucubrazioni di Lotito virologo e ginecologo spiazzano qualunque cabarettista. Il presidente della Lazio, in una intervista a “Repubblica”, si era allargato sui rischi del contagio, accennando ai batteri della vagina “mica sono tutti patogeni”. Ovviamente a Roma è scattata la sagra, scoperto il motivo per il quale Immobile, Strakosha e Leiva, avevano abbandonato il ritiro di Formello alla vigilia della partita con la Juventus, Lotito insisteva per sottoporli al tampone della vagina. Scherzano quelli della Lazio che hanno pareggiato all’ultimo secondo, in zona Caicedo, dopo una Dybalata da oratorio che ha provocato crisi nervose nel popolo bianconero.

Non sta meglio quello interista, altro pari, stavolta a Bergamo, non c’è luce dopo Madrid ma guai a molestare Conte, a Sky gli hanno chiesto se il furore suo e della squadra siano scomparsi e lui, invece di smentire, ha suggerito di togliere il vino, l’ammazzacaffé e il whisky dalle tavole di chi solleva questi sospetti eppoi lui parla soltanto con quelli che hanno praticato il calcio.

Bella idea, applico la proprietà transitiva, per scrivere o parlare di cronaca nera è necessario essere assassini o stupratori o per scrivere e parlare di film è doveroso essere attori o registi, il resto della popolazione è ubriaco o incompetente.

Va bene tutto, anche che un armeno dal cognome da ottotipo dell’oculista, Mkhitaryan, segni tre gol e spinga la Roma al terzo posto, in compagnia del Napoli di Gattuso che si sta “sarrizzando” nel linguaggio forbito, si fa per dire.

Ora tutti con il tricolore per la nazionale di Mancini, anzi di Evani (chi l’avrebbe mai immaginato?). Ma tra due settimane si torna a parlare di serie A, senza vino, ammazzacaffè e whisky.

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