USA, SEMPRE PEGGIO: SPARARE A UN AUTISTICO

di JOHNNY RONCALLI – La raffiche stavolta trafiggono un ragazzo autistico di 13 anni. Niente vento, proiettili.

Linden Cameron vive a Salt Lake City, UTAH, Stati Uniti d’America e speriamo lo possa ancora fare, vivere intendo.

Linden Cameron qualche giorno fa ha una crisi fortissima, urla in modo assordante. La madre, al primo giorno di lavoro dopo un anno – non potendo stare lontana dal figlio, in forte ansia da separazione -, al ritorno si ritrova impotente, Linden ha totalmente perso il controllo.

Non vorrebbe, mai vorrebbe arrivare a questo, il marito è lontano, non le resta che chiamare una squadra per interventi in situazione di crisi (CIT), che dovrebbe intervenire con l’intento di bloccare l’escalation del crollo mentale.

La mamma, Golda Barton, dice chiaramente agli interlocutori che Linden non è armato, spiega qual è il miglior modo per avvicinarsi, spiega che urla fortissimo, cerca attenzione ma ha perso il controllo e non sa, non riesce a controllarsi.

Quando la squadra arriva, tutto precipita. Viene urlato a Linden di buttarsi a terra, più volte. Ma una persona autistica in piena crisi può non essere in condizione di elaborare informazioni e indicazioni anche semplici. Una persona in piena crisi e fuori controllo può non essere in grado di elaborare informazioni anche elementari. Io non lo sarei. Ma una unità di crisi dovrebbe saperlo. O no?

Linden naturalmente non esegue. Seguono cinque colpi di pistola che colgono il bersaglio: spalla, caviglia destra, caviglia sinistra, intestino, vescica. Cinque.

E Linden in effetti si calma.

Incredulità, ammutolimento. La mamma lo crede morto, gli ufficiali dell’unità di crisi lo ammanettano, non si può mai sapere. Poi la mamma dirà, come avete potuto? È solo un ragazzo, non bastava affrontarlo, contrastarlo, placcarlo al più?

La comunità è interdetta, commossa, per così dire, si stringe sui propri divani anziché attorno alla mamma e al papà di Linden. Unica eccezione, un bellissimo biglietto di solidarietà, che Golda Barton mostra definendolo una bella sorpresa.  <<Siamo abituati a essere soli>>, commenta commossa.

Strana terra lo Utah, strana terra gli Stati Uniti d’America.

Armi non ne sono state trovate, le indagini sono in corso e, comunque sì, anche raffiche di vento si abbattono su Salt Lake City in questi giorni.

Un vento freddo, gelido. Anche se non si sente sulla pelle.

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