UNA COSA TROPPO GROSSA PER GENTE COSI’ PICCOLA

di LUCA SERAFINI – Ha mille ragioni Tony Damascelli. L’aspetto più deprimente della vicenda Juventus-Napoli è lo smascheramento dell’anarchia, regno sovrano di chi nel calcio fa come gli pare. A questi pavidi “politically correct”, furbetti opportunisti che si aggrappano a qualsiasi cavillo per manipolare le cose, le opportunità non mancano in questo Paese, che pure è preso d’esempio da tutto il mondo per come sta gestendo la pandemia.

Dunque, ricapitolando: nel club partenopeo che una settimana fa ha strapazzato 6-0 il Genoa, nella cui rosa sono stati successivamente accertati 14 contagi del virus Covid-19, i tamponi effettuati in settimana rilevano che i calciatori Elmas e Zielinski sono positivi. A seguito di questo accertamento, la ASL di Napoli invia un documento in cui si parla di necessità di “isolamento fiduciario” per 14 giorni. In barba ai protocolli della Federazione e della Lega Calcio (“Se un club ha 13 giocatori disponibili, deve presentarsi al campo”), la squadra di De Laurentiis viene bloccata mentre è in viaggio verso l’aeroporto di Capodichino in direzione Torino, successivamente il Napoli comunica che il divieto di affrontare la trasferta è arrivato proprio dalla ASL (il che non è vero). La Juventus replica con un altro comunicato, confermando che si presenterà regolarmente al fischio d’inizio. Secondo le normative FIGC e Lega, sarebbe 3-0 a tavolino per i bianconeri. Federazione e Lega però traccheggiano, prima confermando la partita poi prendendo tempo.

Mentre scriviamo, è immancabilmente tutto in alto mare. No, ho sbagliato: è tutto in alto mare a prescindere. Anche mentre non scriviamo. Nel regno dove ognuno fa quello che gli pare, tutto può succedere o non succedere.

Comunque vada la questione della partita, diatribe, polemiche e bufera non finiranno nella giornata di domenica. Protocolli e decreti servono se fanno comodo, la pandemia nel pallone (che rischia in ogni caso uno stop al campionato, dato il propagarsi dei contagi in maniera preoccupante) non è un problema: è un’opportunità, ghiottissima per furbetti e opportunisti, disarmante per chi ha buonsenso e lealtà.

Bastava una telefonata tra De Laurentiis e Agnelli, magari in videochat con Federazione e Lega, per affrontare seriamente la questione. Ma è troppo più semplice, comodo e redditizio decidere per conto proprio: il sasso nello stagno è gettato, per il resto si vedrà. Arrangiatevi.

Precedente INSPIEGABILI MIRACOLI ALL'ITALIANA Successivo IL PALLONE IN MANO AI MARIO MEROLA

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.