UBI E BANCA INTESA, COSE DA WANNA MARCHI

di GHERARDO MAGRI – “La fiducia non si compra”, urla un titolone di una comunicazione che gira sui quotidiani in questi giorni. Perbacco, qualcuno ha delle cose importanti da dire. Continuo a scorrere l’annuncio e vedo che è la banca UBI il mittente della pubblicità a pagamento. Vabbè, lo scetticismo comincia a salire, però continuo fiducioso. Stai a vedere che in questi periodi di post-Covid, anche le istituzioni finanziare si danno una verniciata a nuovo e parlano di valori. Non sono loro che ci hanno inondato di pubblicità zuccherose, in cui ci ripetevano a pappagallo di essere al nostro fianco? Macché: il testo mi informa amabilmente che il CDA di UBI non ritiene conveniente l’offerta della banca Intesa Sanpaolo per i loro azionisti. E sotto, con caratteri microscopici da bugiardino farmacologico, si conferma «la non convenienza dell’offerta e la non congruità del corrispettivo sotto il profilo finanziario … ».

Ho capito tutto. I valori che intendono loro sono i soldi. Ma allora perché non titolare «la fiducia si deve pagare a caro prezzo?». Spettabile banca, sii più sincera e cerca di fare le tue guerre di difesa negli ambienti appropriati. Non venire a disturbare me, che sono un semplice lettore e non sono un azionista di nessuna di voi due. Io posso solo criticare aspramente il fatto che stai spendendo fior di soldi per affermare una tua opinione e, vivendo in un mercato libero, non riesco francamente nemmeno a capirla. Non è la prima volta che una grande banca vuole mangiarsi la più piccola. Posso forse capire che sia un’offerta ostile, ma a me cosa importa? Perché metterlo in pubblico? I tuoi azionisti, che saranno super informati della tua guerra ideologica, avranno capito bene e (sotto sotto) sperano solo che gli altri alzino il prezzo.

Cosa che puntualmente succede … qualche pagina dopo dello stesso quotidiano. Un altro bell’annuncio, stavolta di Intesa Sanpaolo che ha capito che deve fare di più per diventare un “campione europeo”. In puro stile imbonitore da materassi. Più o meno la campagna suona così: “siore e siori, non perdetevi l’occasione dell’anno, altrimenti vi pentirete per il resto della vostra vita (di azionisti), prendetevi l’aumento imperdibile che vi mettiamo sul piatto. Forza, mancano pochi giorni, approfittatene!”. Non solo una pagina, ne hanno fatte due, più ancora mezza per i distratti. Una vera televendita e anche una manna per gli editori, che si stanno ancora sfregando le mani.

Un totale di tre pagine e mezzo nello stesso quotidiano per una (quasi) normalissima acquisizione, solo per far volare pubblicamente gli stracci. Questa volta anche quelli dei manager, però: me li immagino in mutande come in una concitata rissa di cortile. Insieme, se ne va anche un po’ della loro dignità. Finte battaglie etiche e offerte speciale alla Vanna Marchi fanno apparire il tutto come una piccola cosa, tutt’al più una lite tra comari riottose.

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