TUTTO IL MONDO E’ PAESE, PERSINO L’ALTO ADIGE

Non so bene il motivo, probabilmente è solo un caso, ma nella mia vita ho spesso incontrato persone che decantavano l’Alto Adige come una terra nella quale rispetto, civiltà e onestà erano dotazioni prenatali. Biberon, bavaglie, sonagli sopra il capo, ma tra i regali alla nascita c’erano innanzitutto quelle cose.

Ho sempre storto il naso, trovando impensabile che la natura umana a quelle coordinate geografiche fosse finita in una bolla anomala, preservandola da tutte le discese agli inferi che invece noi disgraziati ben conosciamo, noi allo stato brado e selvaggio fuori dal recinto.

Aggiungerei poi il privilegio dello statuto speciale, la libertà di spargere moneta e sovvenzioni a destra e a manca e infine quella irrefrenabile pulsione antigravitazionale che spinge l’altoatesino a incollarsi alle terga austriache, pulite o meno che siano, piuttosto che far da risvolto al barbaro stivale.

Un po’ gioco, naturalmente, ma anche dopo esserci stato diverse volte da quelle parti, il mio giudizio poco è cambiato, è rimasto sostanzialmente pregiudizio. La recalcitranza a utilizzare la lingua italiana non aiuta, in sovrappiù.

A parte il gioco dei campanili e dei parafulmini, rimango convinto che virtù e vizi siano più o meno equamente distribuiti sul territorio nazionale, oltre non m’avventuro, anche se l’Alto Adige un po’ induce a pensare all’oltre confine.

Così i delitti, così i crimini. La verità è che ovunque uno vada l’integrità e l’orrore sono serviti come piatti prelibati e nessuna terra è un’isola, in tal senso.

Per restare in Alto Adige, torna alla mente la vicenda di Benno Neumair, carnefice dei genitori giusto un anno fa, ma ora colpisce la storia delle madri di Bolzano, della valle Aurina per la precisione, appartenenti alla setta dei Nuovi Cristiani, movimento integralista e auto referenziale che professa una disciplina ferrea e punizioni altrettanto inflessibili, soprattutto nei confronti di bambini con inclinazioni diaboliche: bambini ai quali è vietato ascoltare musica o guardare la TV, ma che posseduti dal demone non resistono, magari pure ballano, i dannati.

Ispirate, pare, dal fondatore Nikolaus Andres Schneider, conosciuto come il “vescovo spada”, che dice di essere in collegamento diretto con Dio, le mamme non sentono ragioni, non si sgarra, e se si sgarra scatta la penitenza, si trascorre la notte a pregare in ginocchio e, se serve, pure la mattina, e alla scuola ci penseremo domani.

“A 20 anni i ragazzi sono già sessualmente corrotti”, dice il vescovo staffile, ed è verissimo, lo incalzerei, da sempre per altro, dalla notte dei tempi, all’ormone non si comanda. Puoi infliggergli la penitenza, ma l’ormone è immortale, più di un supereroe, torna ancor più bellicoso e non c’è sciabola che tenga.

Lui dice di non aver mai suggerito tali penitenze e come non credergli, è lui ad avere il numero di telefono di Dio, che ne sappiamo noi. Però l’ufficio stampa deve essere un poco ingolfato, le direttive giungono confuse, di dubbia interpretazione, l’Ente Supremo meriterebbe un portavoce più stentoreo e inequivocabile.

Si ride, amaro, e si scherza, col fuoco, ma per dire che ogni provincia dell’impero nasconde fior di magagne, ogni provincia dell’impero è Twin Peaks, e semplicemente non esiste soluzione di continuità tra provincia e impero. Nord sud est ovest, non fa differenza, la rosa dei venti dei buoni e dei cattivi sa essere democratica, l’illusorio vaso di Pandora non risparmia nessuno.

A scanso di equivoci, ho conosciuto persone straordinarie e ho trascorso giorni meravigliosi in Alto Adige, senza ironia alcuna.

E ricordo che, con mia grande sorpresa, nessuno mi ha mai chiesto il passaporto.

 

 

 

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