TRASH, MA CULTURALE

di CRISTIANO GATTI – Il pubblico ha ben chiara la distinzione. C’è la televisione delle D’Urso, delle De Filippi, delle Venier, che senza puzza sotto al naso non disdegna di sconfinare compiaciuta nel trash. In tanti la definiscono spicciamente volgare, e finita lì. Dall’altra parte c’è la televisione d’alto bordo, intelligente e culturale, di qualunque cosa tratti o parli, la televisione che trova su RaiTre la sua perfetta rappresentazione. Qui, in questo brodo di sapienza, sguazza la signora dei programmi profondi e ragionati, figlia di uno statista vero, Bianca Berlinguer. Da tempo si è messa vicino, come contraltare smaccatamente studiato, il ruvido Mauro Corona, genere la bella e la bestia, lei raffinata ed eterea, lui ispido e montanaro, lei che sa di Chanel e lui che sa di pino mugo, senza disdegnare la variante Pinot.

Un gioco delle parti astutamente studiato a tavolino, anche se in video appare come sincera dialettica tra due cervelli comunque altolocati. Poi capita che il giocattolo s’inceppi, che un granello di sabbia s’infili nel sofisticato ingranaggio, e allora finisce come nell’ultima puntata, sempre che pure questa non sia studiata a tavolino: è scontro in diretta. Non come quelli a cui ci avevano abituati, pieni zeppi di patetici doppisensi a sfondo sessuale, che siccome li lanciano loro non sono mai squallidi e stupidi. No, stavolta si va dritti sul genere rissa. Lo scrittore-alpinista-scultore alza la voce e rivolgendosi alla conduttrice va giù molto piatto: «Se mi vuole qui tutta la stagione, mi fa dire le cose. Altrimenti la mando in malora e me ne vado. Da stasera la trasmissione se la conduce da sola, gallina. Stia zitta, gallina!».

Lei, che se ricevesse una simile carineria da Sallusti o da Tremonti lancerebbe subito la mobilitazione su piazza del femminismo ferito, genere rivolta MeToo contro la televisione sessista, in questo caso si limita alla replica d’ufficio: «Non posso accettare che lei diventi maleducato e sgradevole, insultandomi mentre conduco la trasmissione. Non si permetta di dirmi gallina».

A seguire, il solito teatrino del conformismo togato: la direzione di RaiTre e la Rai nel suo complesso presentano le proprie scuse al pubblico di “Cartabianca”, in special modo a quello femminile. Segue nota ufficiale: «Il signor Mauro Corona si è esibito in una serie di inaccettabili offese nei confronti della conduttrice. I suoi reiterati insulti costituiscono un’offesa non solo alla dottoressa Berlinguer, ma verso le donne in genere. In tal modo il signor Corona ha violato le disposizioni normative e i principi etici volti a promuovere la parità di genere e il rispetto dell’immagine e della dignità della donna. A tali inderogabili principi è improntata la programmazione della Rai, che pertanto intraprenderà tutte le azioni del caso nei confronti del signor Corona, al fine di tutelare l’immagine e la dignità culturale e professionale della conduttrice e il ruolo di servizio pubblico della Rai».

In attesa di rivederli tutti quanti a “Forum”, l’Italia può porsi una semplice domanda: ma quando finirà questo giochino insopportabile della Rai, di una certa Rai, che pretende di maneggiare il trash senza sporcarsi mai le mani, con la pretesa di profumare sempre d’acqua di colonia? Invitano Achille Lauro e Morgan a Sanremo e poi fanno finta di indignarsi, invitano Corona e poi minacciano la causa in tribunale.

Diciamola tutta, una volta per tutte: che ci si tuffi dentro la D’Urso o la Berlinguer, il trash resta trash. Non esiste il trash culturale. Se vai sul mostruoso e sul deforme, nessuna sorpresa quando ti presenta il conto. L’idea di servirsene ipocritamente, fingendo di essere tanto diversi, prima o poi torna indietro come un boomerang. E recitare sorpresa, dopo, è ancora più ridicolo. Tutto sommato, a quel punto meglio l’originale: la D’Urso e il suo circo equestre, senza trucchi e senza inganni. Disgustosi, ma almeno leali.

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Un commento su “TRASH, MA CULTURALE

  1. Fiorenzo Alessi il said:

    Egr.Dott. Cristiano Gatti,
    Oltre che quel che si dice(va) un uomo di cultura, lei è anche una persona perbene. Azzardo , addirittura, un GALANTUOMO. Termine desueto e fuori dal tempo , come possono esserlo altre parole , semplici ma significative : solo per dirne alcune, vergogna, buon gusto, decoro, serietà, rispetto , coerenza.
    Mi fermo . Bastano ed avanzano , anche se magari non guasta aggiungerci , giusto un pizzico, intelligenza.
    A mio avviso , tutte , ma proprio tutte, sono delle emerite sconosciute per soggetti come quel tizio barbuto e forbito che fa bella (?!) mostra di se’ e delle sue inconfutabili certezze nella trasmissione televisiva a cui Lei , dott. Gatti, già riserva la miserevole considerazione che merita.
    Un tizio che, se vivessimo in un mondo almeno normale, non dico ideale, meriterebbe solo il silenzio. Chi la sapeva lunga, ebbe a definirlo la massima espressione del disprezzo.
    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

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