TENIAMOLI PER MANO

di LUCA SERAFINI – Porterei mio figlio a fare la spesa. Gli colorerei la mascherina disegnandoci dei fiori. Parlerei con lui del cielo, gli farei vedere il mare perché adesso il mare si vede da Milano. Se avessi un figlio mi inventerei la vita è bella e sarei più bravo di Benigni. Lo so perché tutti i genitori chiusi nelle case con i loro bambini sono più bravi di Benigni, in questi giorni muti di nulla e di paura. Sono più bravi di tutti i genitori adesso, perché non dicono bugie e devono spiegare ogni minuto una ragione che non c’è.

La mia solitudine viene sconfitta mille volte al giorno da telefonate, chat, videochiamate, amici che liberano scemenze nel mio whatsapp come gli aerei i volantini sulla spiaggia. Il cellulare è bollente.

Io invece chiamo chi ha figli piccoli. Bambini chiusi in casa che piangono lontani dagli asili e dai compagni, dalle maestre e dall’aria. Bambini con i quali la vita è bella funziona qualche ora giù dallo schermo del cinema, poi finisce… perché i bambini hanno capito del nemico invisibile che ci minaccia, ma sempre più spesso chiedono e chiederanno: “Quando potremo uscire?”.

E tra le tante domande cui spesso un genitore non sa rispondere, e si inventa piccole bugie che suo figlio non possa rinfacciare nel tempo, questa è la più spietata.

Possono raccontargli un giorno che l’aria si è pulita, che persino l’acqua aveva bisogno di lavarsi e che sono tornati a scorrere i fiumi. Un altro giorno potranno dire ai loro bambini che i delfini sono arrivati nei porti, un giorno ancora che dopo sarà tutto più bello (attenti a non esagerare perché i bambini non sono in grado di tarare la loro esperienza per distinguere le utopie, ma sanno cogliere al volo molto bene le fake news. Le bugie degli adulti). E poi? E poi passano le settimane…

Per gli anziani è diverso, per molti di loro almeno. Gli gridano in faccia di essere i più vulnerabili, loro sorridono perché lo sanno: lo erano anche prima. Al freddo, al caldo, alle febbri. Gli anziani già sanno, già sapevano. Tra rassegnazione e forza d’animo, la vita li ha plasmati e quando guardano fuori dalla finestra pensano ciò che pensavano anche prima: quanto grande sia il passato e quanto breve sia la vita. A quanti esili fili resta appesa dal primo giorno fino alla fine.

Non ho figli. Stanno finendo carta, album e matite colorate. Stanno già finendo le scuse, la pazienza. Per favore non sgridateli. Giocate con loro. Devono tenere duro i genitori con i loro bambini, avere più forza della nostra. Tanta di più.
Siamo ricchi solo di speranze: aiutateli a capirlo da subito, e se li portate a fare la spesa teneteli sempre per mano, senza lasciarli mai. Mai. Nemmeno in casa. I bambini non possono vincere la noia da soli. Facciamo così fatica a capire noi, dunque per loro è impossibile senza il vostro aiuto. Senza il vostro amore.

(Ho letto molto sui bambini, in questi giorni: mi permetto di segnalare questo articolo
https://www.policlinico.mi.it/coronavirus-spiegato-a-bambini-e-adolescenti )

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