STA A VEDERE CHE GIRAUDO NON E’ SATANA

di PIER AUGUSTO STAGI – Cominciamo col dire che generalmente la Corte Europea dei diritti dell’uomo rimanda al mittente quasi tutto. Non è assolutamente scontato che dichiari ricevibile un ricorso, ergo, il fatto che abbia accolto il ricorso presentato nel marzo 2020 da Antonio Giraudo, sospeso a vita dalla Federcalcio dopo i processi di calciopoli, è di per sé una notizia.

Continuiamo col dire che in questo mondo dell’informazione, diciamo pure travolto da infodemia, la notizia è stata quasi nascosta, soprattutto dai mainstream, dai giornaloni di riferimento del nostro Belpaese, i quali hanno bellamente ignorato la questione. Ormai viviamo in un mondo così: tantissima informazione, nessuna informazione, per dirla con Umberto Eco.

Continuiamo ancora col dire che questo ricorso è un grandissimo risultato colto e ottenuto dall’avvocato torinese Amedeo Rosboch e dall’omologo belga Jean-Louis Dupont, quello che, con la “sentenza Bosman”, ribaltò il mondo del pallone come un calzino in maniera totale e definitiva.

Continuiamo: come detto, la Cedu respinge circa il 90% dei ricorsi che riceve, dichiarandoli generalmente “inammissibili”, questa volta clamorosamente e inaspettatamente ha drizzato le orecchie, ha letto le carte e ha accolto la richiesta, per una ragione più che semplice, fa sapere la difesa di parte, perché «ci fu una macroscopica violazione dei diritti della difesa», per non parlare «della ragionevole durata del processo», spiegano sempre loro, i legali del reprobo piemontese che andranno a giocarsi la partita giudiziaria davanti alla Corte europea.

E ora? Come ha spiegato Massimiliano Nerozzi sul Corriere.it, lo Stato italiano dovrà produrre i documenti a propria difesa; poi, nel caso, oltre alle contro-deduzioni, inizierà la discussione. Tra i punti più scabrosi della vicenda c’è quella in cui «furono lasciati soltanto sette giorni per predisporre le difese, tempo insufficiente anche solo per la lettura di un fascicolo di oltre 7.000 pagine», spiegano sempre i legali di questo moderno Benjamin Malaussene.

È chiaro che questo è solo l’inizio o forse il vero inizio. Non è da considerare una vittoria, per Giraudo, anche se le conseguenze potrebbero essere davvero clamorose per tutta l’impalcatura di Calciopoli e per tutto il mondo del calcio, che sbrigativamente aveva archiviato la pratica Giraudo come un apostata: ma era solo tanatosi, in natura ben noto come irrigidimento del corpo, a puro scopo difensivo. Quindi? Su con la vita, giù con la reminiscenza!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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