SOLO PELE’ E’ PASSATO SOPRA TARCISIO

di TONY DAMASCELLI – Un’altra figurina strappata dal nostro album. Con quel nome lì, Tarcisio partiva con due giri di vantaggio. Del resto il padre suo faceva Ermenegildo, dunque per la proprietà transitiva Burgnich da Ruda, terra del Friuli, sapeva bene di fare parte di un mondo nel quale sfilavano i Giacinto e i Giuliano, gli Armando e gli Aristide, roba grossa, roba da Inter europea e mondiale.

Tarcisio Burgnich prese una gomitata da Giggirriva e si ritrovò davanti allo specchio con due incisivi e un premolare in meno. Oggi sarebbe andato dal chirurgo estetico, dopo aver provveduto a un photoshop di rito. Al tempo restituì il souvenir al gigante del Cagliari per poi chiedergli scusa, uno a uno non fa male a nessuno.

Era nato a centrocampo, ma avevano presto intuito che quel corpo tosto, quei muscoli per niente palestrati ma tutti veri, genuini, sarebbero stati più utili a ramazzare l’area di difesa. Così avvenne.

Per la memoria di noi ultra, senza accento sia chiaro, Burgnich va unito a Facchetti, uno non poteva stare senza l’altro pur essendo divisi da tutto e in tutto, Tarcisio leggeva libri di storia, Giacinto andava per fogli di gazzette.

La loro storia successiva sarebbe stata lo stesso opposta, allenatore senza abbaglianti il friulano, dirigente astuto il bergamasco. Però di Burgnich si conservano due fotografie, datate millenovecentosettanta, con la prima tivvù a colori, gol ai tedeschi in semifinale eppoi lui che prova a saltare, Messico e nuvole, con Pelé che lo sovrasta come un dio caduto dal cielo.

Era di scorza durissima Tarcisio Burgnich, come molta gente del maso friulano, parole rarissime e fatti moltissimi. Dimenticavo, suo padre Ermenegildo andò in guerra, la prima, mondiale, detta grande, ma con la divisa dell’esercito austriaco, non per questo non si sarebbe sentito patriota italiano a tutti gli effetti come un altro figlio di quella gente, Pizzul Bruno che cito non a caso. Infatti ad un provino per il Catania presero Bruno e bocciarono Tarcisio.

Cose pazze del football, un gioco che è cambiato nei secoli e che in ultimo proprio non garbava a Burgnich, con quei difensori con le braccia attaccate al corpo per evitare il fischio del rigore, oppure certe gomitate manifeste e vigliacche, e ancora le scivolate plateali che se fossero quelle del suo rivale e collega Schnelliger, avrebbero un senso, ma oggi è ormai gesto circense.

Tarcisio lascia memorie calde, pur avendo indossato con gloria la maglia dell’Inter era il poliziotto privato di tutti i tifosi di calcio, con lui andavi sul sicuro, potevano presentarsi anche in due o tre e avrebbe sistemato la pratica soltanto facendo sentir loro il rumore delle ossa. Per comprendere il concetto, segnalo una tattica che Nereo Rocco illustrava ad Anquilletti: “Pica, se xe ‘l balon xe mejo”.

Tarcisio ha chiuso, come Mauro, Paolo, Pietruzzu, Mariolino, Pierino, in questi giorni maligni che non ci lasciano tranquilli e ci stanno portando via i giocattoli della nostra vita.

Un pensiero su “SOLO PELE’ E’ PASSATO SOPRA TARCISIO

  1. Fiorenzo Alessi dice:

    Caro Tony Damascelli,
    Mi permetterà l’attributo amicale, indotto da un “pezzo” di quelli che piacciono a me.
    Da Interista di quell’Internazionali lì (Sarti, BURGNICH , Facchetti…” e via giganteggiando) , quando il Padreterno decide di avere con se’ qualche vero uomo , com’è indubbiamente TARCISIO , mi garba che ci sia chi sa scriverne.
    È un ritornello ormai stantio, che mi fa pure girare le balle : il calcio è cambiato, il mio amato Ciclismo è cambiato, tutto è cambiato.
    Benissimo. A me va a genio com’era. Non perché sia un patetico vecchietto ( se qualcuno mi dice così , lo tratto secondo i dettami della premiata ditta Rocco&Burgnich) , od un conservatore magari rincoglionito , ma solo perché dico ciò che penso.
    Senza obblighi di dare conto del perché e del per come.
    Fatica sprecata con chi non c’era in quegli anni, e non ha sperimentato quella vita lì.
    Di sicuro “cambiata” rispetto a quella cd moderna.
    Resta il dubbio, a mio modo di vedere, se in meglio oppure no.
    A conti fatti, e ricordando un grandioso Ernesto Calindri sorseggiare beato un Cynar in mezzo al traffico meneghino, non ne basterebbe un ‘autobotte “…contro il logorio della vita moderna..” .
    Vabbè, ce ne faremo una ragione.
    Che Dio abbia in gloria Tarcisio BURGNICH.
    Cordialità.
    Fiorenzo Alessi

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