“SINGOLE MENTI BRILLANTI” CERCANSI

di CRISTIANO GATTI – Da come si sta mettendo, bisogna augurarsi che non si scordino di Briatore. Non se lo meriterebbe.

Se il premier Conte, assieme al suo governo, decide di convocare gli Stati generali dell’economia, nella speranza collettiva che non sia per darle il colpo di grazia, ci può anche stare che Briatore resti fuori. Sono difatti previsti gli inviti a Confindustria, sindacati, commercianti, operatori vari, cioè a chi l’economia la pratica in veste istituzionale. L’appuntamento potrebbe già essere giovedì 11 a Villa Pamphili, la Cernobbio coi piedi all’asciutto.

Il problema si pone nell’apprendere che Conte, non ancora sazio di task-force che imbarcano di tutto, vuole aprire gli Stati generali anche a “singole menti brillanti” (giuro, non è mia: ha detto proprio così).

Nella curiosità generale, circolano già i primi nomi considerati degni di tale cernita: Renzo Piano, che tira su chiese e ponti, Oscar Farinetti, che dopo aver venduto lavatrici a prezzi stracciati si è inventato guru e filosofo, magari Montezemolo, perchè no Fazio, il conduttore, non l’ex banchiere. E allora, vogliamo lasciare fuori proprio Briatore? Per dirla tutta: se cercano “singole menti brillanti”, con i criteri che conosciamo, nessun italiano serio può immaginare di escludere pure la D’Urso, la Venier, Amadeus, Giletti e circolini vari.

E dire che hanno già sottomano Franceschini e Di Battista, all’occorrenza. Di Maio e la Boschi. Ma evidentemente il bacino dei politici non soddisfa a sufficienza il fabbisogno di “singole menti brillanti”, in fatto di economia. Non a caso, si parla di aprire anche alle opposizioni, così da contare sull’apporto specialistico di Salvini e della Meloni, forti della laurea alla Bocconi che non hanno.

Noi scherziamo, ma il dramma nostro è che intanto loro fanno sul serio. Conte si traveste da Noè, imbarcando quante più specie gli riesce sull’Arca che va ad affrontare il diluvio universale. C’è viva curiosità di sapere cosa e come decideranno, su quell’Arca. Cosa e come terranno buono delle maceratissime indicazioni stilate dal team Colao.

Ma restare giù, per una volta, non è così penoso. Là sotto, l’Italia è già piena di gente comune che si è rimessa a nuotare per conto proprio. Non si tratterà di “singole menti brillanti”, ma in tanti stanno galleggiando da veri eroi in mezzo alla tempesta.

Una volta o l’altra, bisognerà inventarsi gli Stati generali della vita reale. Stavolta lasciando giù quelli di Villa Pamphili.

Un pensiero su ““SINGOLE MENTI BRILLANTI” CERCANSI

  1. Orfeo Benaglia dice:

    Non credo che il problema sia la non laurea alla Bocconi. Se c’è tanto meglio. Ma adesso abbiamo bisogno di una classe dirigente onesta, non collusa, non corrotta, non corruttibile e che non corrompe. Preparata e capace di lavorare. Professoroni e accademici hanno lavorato? Tutti? Ho molti dubbi. Abbiamo bisogno di una classe dirigente che sia carne, sangue e anima di questa Italia. Una classe dirigente che abbia VOGLIA di lavorare non per soldi.
    Non vedo politici con una visione lungimirante, capaci di programmare di organizzare una vita sociale sana sotto tutti i punti di vista.
    Non ne vedo da alcuni decenni.
    Sono tutti figli di questa società.
    Società dove i principi politici nobili mancano da tempo.
    Forse sono io cieco.
    Oppure se ci sono vengono soffocati e tenuti molto in disparte in modo che non riescano a comunicare a farsi vedere e sentire.
    Fatto sta che siamo rappresentati da chi non ci rappresenta.
    Oppure sono semplicemente l’espressione della nostra società.
    Purtroppo sarà perché sto invecchiando ma non mi meraviglia più nulla.
    Non è bel dire lo so. Ma in politica più si ha la faccia tosta, più si è sfacciati, per non dire altro, più pesi in parlamento. A volte creando partiti per intorbidire le acque della politica.
    Si, in modo da creare confusione. E dove c’è confusione c’è posto per tutti.

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