SIA CHIARO, UNA PARTE ERA SBAGLIATA

Sant’anna di Stazzema, l’Ossario dell’eccidio nazista

di SERGIO GHISLENI  – De Gregori come ogni artista può piacere o meno. Molte sue canzoni – libera opinione – possono solo piacere. Riascoltare “Il cuoco di Salò” all’ora del sempre discusso 25 aprile può dare i brividi. Non solo pensando a “quindicenni sbranati dalla primavera” che oggi avrebbero novant’anni. Ma pure pensando a 90enni di oggi che il 1945 italiano l’hanno vissuto, e in età di Ragione. E possono aver visto, e raccontare: chi agiva, come, e contro chi, e perché.

“Qui si fa l’Italia e si muore/dalla parte sbagliata/in una grande giornata di sole”, restano versi interpretabili (molta arte ha questo, di grande), inzuppati in note perfette a rendere la decadenza d’un regime folle. Evocando scene surrealiste ma reali, riflesse su laghi tragici, fra spari isolati e morti dell’ultima ora. Tutte morti orribili. Alcune orribilmente necessarie.

Le guerre le perdono tutti, ma (per fortuna, a volte) qualcuno più di altri: si può metterla così, e almeno lasciare, se proprio non si vuole celebrare, che il 25/4 continui a essere simbolicamente una giornata di sole. Avendo però chiaro che c’era una parte sbagliata. E chi pensi il contrario sia sempre libero di pensarlo e di dirlo: ma resti chiaro che rappresenta un pericolo, anche 75 anni dopo.

Lo scrivente (reso libero di scriverlo) nel 1945 aveva “meno 18” anni. E forse anche per essere nato in ambienti un po’ di “parte sbagliata” – e non essendo un genio – impiegò più tempo d’altri a capire.

Anche per questo il 25 aprile serve ancora. Se noi non-geni siamo, come purtroppo siamo, in schiacciante maggioranza.

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