SE NEMMENO IL PAPA CE LA FA A DIRE PUTIN

Forse sto bestemmiando, ma per la prima volta questo Papa non mi è piaciuto. Neanche il caso di dirlo, sull’Ucraina. Meglio: su Putin. Sono stato ad ascoltare i resoconti, con tanto di immagini dirette, del suo accorato discorso domenicale da San Pietro. Mi aspettavo proprio da lui, il Papa della sincerità e della giustizia, della parola forte e diretta, senza calcoli e senza eufemismi, qualche parola proprio così, secondo il suo stile.

Invece niente. Anche lui come tanti: equilibrista e acrobata per non turbare nessuno, all’insegna dello slogan facile e toccante, buono per tutto e per tutti, le solite cose che stiamo sentendo da un certo pacifismo stradale che servono solo a far sentire migliore chi le urla, “basta guerra”, “deponiamo le armi”, “prevalga il dialogo”.

Santità, permetta un’umile contestazione: dire cose così significa considerare un’ipotetica guerra tra Russia e Ucraina, mettendo i due popoli sullo stesso piano. Ma non è così, dobbiamo sforzarci di capire e soprattutto di dire che non è così. Bisogna dire pane al pane e vino al vino, bisogna applicare alcune tra le più belle parole del Vangelo, dove si legge “il tuo dire sia sì-sì, no-no”. Cioè la verità, senza paura che suoni scomoda, con il solo fine di eliminare nebbie e incomprensioni, per puntare dritti alla questione. In questo caso, Putin.

Mai, nel suo discorso domenicale, Papa Francesco ha parlato di Putin. E’ rimasto sul generico, è andato sul sicuro, basta guerra, basta violenze, prevalga il dialogo, ma tutto questo è un modo troppo facile per fare bella figura. Se invece il nostro parlare deve essere sì-sì, no-no, le parole da dire sono molto semplici, al di sopra di ogni equivoco: deve fermarsi Putin, deve fermarsi il prepotente aggressore, non c’è bisogno di altro.

Se “prevalga il dialogo ” significa che l’Ucraina deve accettare la resa e subire l’invasione, allora lo dica, caro Santo Padre. Diciamo apertamente che un dittatore qualsiasi può svegliarsi una mattina e decidere che cosa debba fare un popolo vicino, pulendosi i piedi nella sua libertà. Se invece non diciamo questo, la via del buonismo prudenziale diventa solo parole vuote e facilone, parole che non chiariscono niente, che anzi nascondono la dura verità e in qualche modo alleggeriscono la posizione del boia di turno, in questo caso sappiamo chi.

Invece, invece. Mai come stavolta ci siamo trovati davanti la realtà in modo così nitido e semplificato: anche se l’Ucraina può non risultare simpaticissima a tutti, resta il fatto che la sua libertà è finita sotto le bombe di un satrapo senza scrupoli. E’ una guerra? Non in questo caso. La guerra presuppone reciproche porcherie, tra due parti sullo stesso piano, col cinquanta per cento delle colpe: in questo caso non risulta che un solo cittadino russo abbia subito danni anche a una sola grondaia di casa, mentre gli ucraini si ritrovano con le città distrutte e con l’unica possibilità di scappare.

Questo è, non altro. Caro, venerabile Papa: stavolta la tua leggendaria e toccante sincerità è sparita da qualche parte, lasciando il campo al pudore, alla prudenza, all’ambiguità. Non citare mai Putin in una domenica come questa non è da te. Non richiamarlo alla ragione, non implorarlo a fermarsi, non chiedergli pietà non è da te. Hai scelto la strada del comodo e generico appello alla pace. Come un Veltroni qualsiasi. E così la mia bestemmia è totale. Ma proprio sui sacri testi ho imparato che non è possibile tacere. Il tuo parlare sia sì-sì, no-no. Che Iddio mi perdoni, ci provo.

2 pensieri su “SE NEMMENO IL PAPA CE LA FA A DIRE PUTIN

  1. Fiorenzo Alessi dice:

    Egr.Dott. Cristiano GATTI,
    il suo Altropensiero è una motivata reprimenda , non l’ultima che il suo spirito libero ci regala, di come sia sempre difficile dire ciò che si pensa.
    Una severa censura alla diplomazia del solo dire , alla quale non risulta essere estraneo neppure chi presiede agli affari del Padreterno.
    Non uso il termine “affari” tanto per dire : la cd. Santa Sede , l’autonomo Stato della Città del Vaticano , mi risulta un potentato anche economico d’indubbia rilevanza.
    Come diceva quel tale che , a soli 33 anni, si è trovato da innocente inchiodato ad una Croce …non puoi servire Dio e mammona.
    Ricordare questo, oltre al dire SÌ se è sì, e NO se è no, ho il vago sentore che chiuda il cerchio.
    Amen.
    Cordialità.
    Fiorenzo Alessi

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