SE LA LIBERTA’ NEGATA IN RUSSIA E’ LA CHIUSURA DI MCDONALD’S

McDonald’s lascia la Russia, definitivamente. Tutto in vendita dopo 32 anni di insediamento sorprendente, ma all’epoca perfettamente in linea con la linea di quel momento. Momento nel quale Gorbaciov compariva in uno spot di Pizza Hut, per dire.

Non che le presenze di McDonald’s e Pizza Hut siano il termometro della democrazia di un Paese, ma una parte della popolazione restituisce una percezione che transita nei dintorni di quel pensiero. Ascolto un ragazzo russo intervistato in merito (servizio “TG1” sera del 16 maggio) e le parole non lasciano spazio a dubbi: il fatto che McDonald’s se ne vada è un chiaro segnale che la libertà in Russia non c’è più, dice.

Il sarcasmo immediatamente vorrebbe farla da padrone, ma non è il caso. Non voglio ironizzare sul fatto che alcune persone, forse molte, forse poche, non so, vedano in questo avvenimento il barcollare della libertà nel loro Paese.

Forse poche, forse molte dicevo, più quest’ultima a giudicare dal fatturato della multinazionale in Russia, ma quel che conta è la conferma della politica panem et circenses che ha irretito e continua a irretire i russi da decenni a questa parte. L’apertura trasparente (chissà quanto poi) di trent’anni fa si è trasformata in modo opportunistico nel dolcetto consolatorio per tenere tutti tranquilli e sedati, e magari obesi.

Come puoi pensare che io ti stia negando la libertà se non ti metto sotto il naso la paninoteca per eccellenza, uno dei simboli universalmente riconosciuti della controparte a stelle e strisce per giunta.

È tutto qui, la contrapposizione ideologica novecentesca se n’è andata da un pezzo, ogni arma è stata buona per mettere in piedi l’oligarchismo dei ricchi, per convincere le persone di vivere nel migliore e nel più libero dei Paesi possibili.

Amarezza serve, non ironia o sarcasmo, perché se McDonald’s che se ne va, e non la negazione della libertà d’espressione, induce a riflessioni sulla democrazia del proprio Paese, a nessuno scappa un sorriso.

È la classica lobotomia della classica dittatura, nessuno ne è immune ed è bene che nessuno si senta al riparo.

Io non credo che quel ragazzo sia uno stupido, ma credo che poter scegliere e dire quel che uno pensa siano stati esercizi a lui sconosciuti, e sono quegli esercizi che aiutano a essere liberi.

Per non ridursi a correre il rischio di pensare che essere liberi significhi soltanto poter varcare la soglia di un McDonald’s.

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