SE IL CAMBIO DI PASSO DI RENZI E’ LA BOSCHI MINISTRA

di GIORGIO GANDOLA – Colpo di scena. Dagli abissi della politica romana, in fondo al corridoio dei Passi perduti, dentro una tartina al salmone della buvette comincia ad affiorare il vero, nobile motivo che induce Matteo Renzi a inchiodare alle proprie irresponsabilità il governo di Giuseppe Conte. Tenetevi forte perché è originale, anzi impensabile per cervelli umani di ordinaria circonferenza come il nostro: dare una poltrona a Maria Elena Boschi.

Crolla così, nei dintorni della Befana, il piedistallo ideale sul quale l’ex premier si era issato. Sembrava che fosse l’unico a vedere l’inadeguatezza dell’esecutivo, a coglierne l’immobilismo endemico, a comprendere la necessità di quel «cambio di passo» evocato una dozzina di volte dallo stesso Conte senza che mai si fosse verificato. Sembrava entrato, Renzi, nella parte del salvatore della democrazia, ruolo che gli piace da morire ogniqualvolta intende trarre profitto dal suo galleggiare al potere. Sembrava.

Poi ecco la rivelazione: potrebbe anche dare la fiducia a un Conte ter, basta che ci siano posti al sole per i cavalieri di Italia Viva (2,5% dell’elettorato nei sondaggi). Ma soprattutto per la mitica MEB, che da sola sembra l’acronimo di un ministero ed è in pole position per sostituire la piddina Paola De Micheli (tutt’altro che memorabile la sua gestione del settore durante la pandemia) nel ruolo di numero uno di Infrastrutture e Trasporti. Una scrivania-chiave, destinata a intercettare buona parte dei miliardi del Recovery Fund per far ripartire le cosiddette Grandi Opere. Tanti, tanti affari.

L’alternativa sarebbe il posto da ministro della Difesa lasciato libero da Lorenzo Guerini, destinato, nel valzer del rimpasto, agli Interni. A rimanere fuori nel domino sarebbe Luciana Lamorgese, figlia di nessuno perché tecnico (anche se molto vicina al Quirinale), sacrificabile secondo la politica perché incapace di andare oltre l’accordo di Malta sui migranti, con redistribuzioni praticamente inesistenti e «rotazioni dei porti» promesse dall’Europa, ma per ora limitate a quelli italiani.

Chi giustamente si domanda cosa ci farà Maria Elena Boschi alla Difesa non ha visto con quale charme indossa l’elmetto da elicotterista e com’è sexy in tuta mimetica. Ci sarebbe perfino una terza soluzione: ministra del Lavoro al posto di Nunzia Catalfo. L’ipotesi è affascinante perché sarebbe divertente vedere una renziana alle prese con il reddito di cittadinanza.

Il Paese è in grande difficoltà e nessuno dei partiti che tengono in piedi il premier è più disposto a rischiare qualcosa per il ticket Conte-Casalino. Ma che il colpo d’ala renziano, il ruggito del leone, il contropiede vincente avvenga per trovare un posto a lady Boschi ha in sé qualcosa di comico e di tragico insieme. O Renzi riesce a convincere gli italiani della nobiltà del gesto (ci proverà con le slide, con il circo in aula e con la batteria dei media a suo favore), oppure Italia Viva rischia di diventare Italia morta.

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