SE DEVE PENSARCI LAPO

Strane sorprese nell’uovo pasquale. Non dico di arbitri e Var che non rappresentano affatto una novità, il regolamento è la loro fisarmonica, aprono il mantice da destra a sinistra e se la spassano.

Dico di quello che si dice a Torino, il Po è come il Piave dunque mormora che Elkann Lapo sia pronto a far fuori il cugino Agnelli Andrea e, un secondo dopo, toccherebbe a Del Piero Alessandro mettere fuori squadra Nedved Pavel.

Parenti serpenti è un film strepitoso e perfido di Monicelli, il remake bianconero propone personaggi e interpreti favolosi, come diceva Flaiano la situazione è grave ma non è seria, bilancio devastato, allenatore in crisi, classifica deficitaria, dunque un ritorno al passato prossimo scalda la pancia dei tifosi juventini che di questo vivono.

Mentre a Milano ormai si parla cinese e si studia l’arabo, voglio segnalare un fatto di cronaca che riassume lo stato dell’essere del nostro meraviglioso calcio. Renzo Ulivieri è stato squalificato per quattro giornate. Ulivieri? Il capo degli allenatori? Ospite d’onore del consiglio federale, responsabile della scuola allenatori di Coverciano, quello che fu squalificato per anni 3 per illecito sportivo, quello che teneva e forse tiene ancora sulla scrivania il busto di Lenin? Sì, proprio lui.

Sapete che ha combinato? Attualmente si diverte a fare l’allenatore del Pontedera femminile, ma nel pareggio delle ragazze contro il Cittadella, il suddetto ha preso di mira l’arbitro Valentini, insultandolo e appostandosi vicino allo spogliatoio. Il fatto è avvenuto il 2 febbraio scorso. Non ne ha scritto e parlato nessuno. Lenin è vivo e regna, il compagno Ulivieri è il suo erede.

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