SANREMO, LA GARA DEI FIGURANTI

di TONY DAMASCELLI – AAA cercansi conviventi, congiunti, figuranti, cartonati pronti ad occupare le rosse poltrone del teatro Ariston, nel sito di Sanremo. Il festival della musica leggera deve andare comunque in onda, finché il virus va non si potrà avere il favoloso pubblico di sempre, ma l’eroico Amedeo Umberto Rita Sebastiani, in breve Amadeus, sta studiando la soluzione e, insieme con i cervelli della Rai, ha pensato a un casting inedito, un pubblico non pagante ma pagato, una claque come nei peggiori teatri di periferia, coppie giovani e non, unite da una relazione che potrebbe durare lo spazio di una canzone, meno gioielli e più applausi.

Trattasi di conviventi, famigliari, sposi, amanti, fidanzati, padri, madri, figli, sorelle, purché domiciliati nello stesso sito, con lo ius primae noctis per i residenti liguri. Archiviata l’ideona di noleggiare un cargo o nave da crociera da ormeggiare davanti al teatro, considerate le difficoltà di tenere assieme, per giorni e notti cinque, i trecento poco giovani e nemmeno forti, contattato Arcuri, sentito Burioni, consultato Locatelli, evitato Speranza, si è deciso di svoltare con l’annuncio poco economico di convocare un gruppo di comparse che dovrebbero fare colore e calore, così da scongiurare immagini e riprese televisive di una platea vuota, priva delle belle facce dei dirigenti Rai in primissima fila, delle signore attempate e dei loro consorti imbottiti a muovere la manina per i saluti a parenti e affini.

Il festival ha sempre avuto, nascosta nel canneto, una cinquantina di figuranti il cui compito era di occupare le poltrone lasciate temporaneamente vuote dallo spettatore in corsa prostatica verso le toilettes o dalle signore bisognose di ritocco alla cotonatura o al rimmel, però stavolta non sarà una poltrona part time, anche se nessuno può escludere il ricorso a un figurante panchinaro nel caso di imprevisti del titolare.

Non si conoscono i requisiti esatti necessari per far parte di questa iniziativa unica, l’assunzione a termine non provoca reclami sindacali, sei giorni furono necessari per la Creazione, bastano cinque sere per procreare Sanremo, Rai ha comunicato le linee guida: “Sarà richiesta una dichiarazione di convivenza e inoltre sarà richiesto un tampone (rimborsato da Rai) nei giorni precedenti la prima convocazione. Per chi fosse realmente disponibile e interessato si prega di inviare una mail a [email protected] con nome, cognome, numero di telefono, allegando una vostra foto recente in primo piano, frontale e senza occhiali da sole. Vi chiediamo gentilmente di ampliare anche a Vostri conoscenti questa proposta lavorativa, sempre nel rispetto dei criteri sopracitati”.

L’identikit è interessante, così come il tampone pagato da viale Mazzini, in verità dagli abbonati, tutta roba eccitante per il resto della popolazione costretto a mettersi in coda per sottoporsi al test medico, senza rimborso alcuno. Ma Sanremo è Sanremo e dinanzi ad Achille Lauro e Ibrahimovic, il teatro esploderà in uno, dieci, cento, mille applausi, niente contestazioni, fischi, insulti. Questa è l’immunità di gregge.

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