SAN SIRO LACRIMOGENO

di TONY DAMASCELLI – La vittoria dell’Inter è stata pirotecnica. Ovviamente non mi riferisco al netto, meritato, chiaro successo del gruppo Conte. Qui bisogna mandare ai posteri i fuochi d’artificio che hanno accompagnato i primi cinque minuti della partita. Esplosioni continue, cielo illuminato dai botti, tutta roba cinese hanno detto alcuni vecchi abitanti della zona San Siro, riferendosi non soltanto a un anticipo imprevisto del prossimo capodanno orientale, addì 12 di febbraio, ma alla presenza dell’azienda Suning a capo del club nerazzurro.

Prima di lasciare la proprietà meglio lasciare una memoria fragorosa, oltre la vittoria sul campo anche i fuochi in cielo, con il fumo ad accecare quel povero italiano di Bonucci e il resto degli attori costretti a strizzare gli occhi, con le lacrime fastidiose, le stesse che hanno rigato i volti del popolo bianconero battuto e umiliato, ormai consapevole di dover consegnare il titolo a Milano, qualunque sia la vincitrice finale, Milan o Inter.

I botti non previsti non subiranno le multe della polizia municipale, sicuramente impegnata a controllare ristoranti e bar clandestinamente aperti fuori orario. Mentre i luoghi dei ristori (quelli veri, non quelli governativi) urlavano “Io apro”, i cinesi o chi per essi hanno strillato “Io sparo” e così è stato, nella sera di grande festa, da Pechino alla Ghisolfa un solo coro.

Mi garantiscono che a Torino, in contemporanea, si siano uditi sacramenti in dialetti vari e non orientali.

Il bello deve ancora venire. Il campionato è vivo, così si dice e si scrive. Ad esempio segnalo il ritorno di Strootamn nel Genoa, Mandzukic nel Milan e Benatia nel Parma. Siamo la RSA del calcio mondiale. Quota cento è abbondantemente superata.

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