SALA MULTICULTO, AMBULATORIO DELL’ANIMA

di ALBERTO VITO (sociologo e psicologo) – Negli ultimi anni in diversi ospedali italiani sono state realizzate “sale multiculto”, ove i pazienti di altra fede o confessione, diversa da quella cattolica, possono trovare raccoglimento e accoglienza spirituale. Tali ambienti sono prevalentemente organizzati come spazi vuoti, arredati solo con alcune sedie lungo le pareti, talvolta con dei tappeti e una bussola a disposizione dei cittadini di fede musulmana. Altre volte, si tratta di ambienti che contengono riferimenti a diverse confessioni religiose.

Tra le prime, sono state inaugurate nel 2013 la “Sala del Silenzio” del Sant’Anna di Ferrara e nel 2014 quella dell’Ospedale Santo Stefano di Prato, città a forte vocazione multietnica. Spazi simili esistono nell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nell’Ospedale Civico di Palermo, a Milano presso l’Istituto Nazionale dei Tumori e presso la Fondazione Ca Granda Ospedale Maggiore Policlinico, a Torino presso l’Ospedale San Giovanni Battista-Molinette e presso l’Ordine Mauriziano, ed anche al San Camillo Forlanini e al S.Spirito di Roma.

D’altro canto, lo stesso Papa Francesco fa sovente richiamo all’importanza dell’accoglienza del diverso e dello straniero come valore assoluto cristiano.

La creazione di sale multiculto nasce dalla consapevolezza ormai sempre più diffusa di quanto il concetto di salute comprenda non solo il benessere psicologico e relazionale dell’individuo, ma anche la dimensione spirituale della salute. Ripensare le modalità di accogliere ed assistere i pazienti con una particolare attenzione agli aspetti spirituali diventa quindi una necessità per garantire un pieno diritto alla salute di ogni paziente. I riferimenti legislativi, nazionali e sovranazionali in tal senso sono numerosi.

Garantire a tutti, a prescindere dalla fede religiosa, uno spazio per la preghiera, la meditazione o il raccoglimento è dunque un segnale di civiltà importante, che arricchirebbe, soprattutto nelle realtà urbane maggiormente multietniche, la nostra capacità di garantire accoglienza e assistenza multiculturale. Ovviamente, la creazione di sale multi-culto non va a scapito dei credenti cattolici.

Oggi l’attenzione alla pandemia del covid19 può apparentemente rendere marginali tali iniziative, ma in realtà occorre più che mai ribadire la necessità di una cura globale delle persone da noi assistite, proprio come segno distintivo della nostra civiltà.

Chi è interessato a tale tematica può far riferimento al “Gruppo nazionale di Lavoro per La stanza del Silenzio e dei Culti”, che raccoglie gli operatori più attenti, fornendo informazioni scientifiche, eventi formativi e coordinamento per la diffusione di iniziative volte all’accoglienza in ospedali, carceri, università.

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