RINASCIMENTO IGIENICO

di CRISTIANO GATTI – Per il rinascimento economico servono Task force e Stati generali, sempre che servano. Un altro rinascimento, però, è già sotto gli occhi di tutti. Tangibile e innegabile. Sempre che non lo noti solo io. E comunque parlo per me: a me appare evidentissimo.

Vedo gli italiani lavarsi le mani sempre più spesso. A parte qualche sacca di resistenza, che strenuamente ancora insiste a non lavarsele neppure dopo aver maneggiato l’attrezzo in bagno, padri e madri di famiglia lavano davvero le mani parecchie volte al giorno, con cura, insegnando anche ai figli la preziosa operazione.

Vedo altro. Vedo i giovani camerieri dei bar passare ogni volta con la spugna impregnata di igienizzate i tavolini lasciati liberi dai clienti in uscita. E questo, senza esagerare, è un cambiamento epocale: nella mia vita ho sempre accusato con afflizione l’abitudine di tanti bar, anche altolocati, di pulire i tavolini al ritmo della comunione secondo il catechismo, almeno una volta a Pasqua.

Vedo di più. Vedo se Dio vuole il plexiglas davanti e sopra i vassoi con le tartine, le brioches, i panini schierati sui banconi: sempre nella mia vita di prima, provavo grande ansia al pensiero di quanto droplet umano cadesse ogni giorno, ora dopo ora, su quei prodotti esposti senza protezione.

Vedo ancora. Vedo che abbiamo dovuto mestamente attendere il terzo millennio per togliere dalla circolazione quegli spaventosi menù, in legno o in plastica, che giravano per mesi e mesi da un tavolo all’altro, da una mano all’altra, accumulando nel tempo unti e chiazze, muschi e licheni, fossili e stratificazioni, senza che mai nessun paleontologo si prendesse la briga di dare una ripulita per riportarli al primitivo splendore.

Vedo addirittura. Vedo tutti quanti gli addetti alla ristorazione, cucina e servizio, girare con la mascherina, il che risolve per via indiretta un’atavica piaga, anch’essa ansiogena, almeno nei miei confronti: questo fatto, questo costume, persino celebrato come simpatica pratica del nostro artigianato e del nostro made in Italy, di preparare i piatti e poi di portarli ai tavoli parlandoci sopra in continuazione, con l’immaginabile effetto pioggia che però mai nessuno ha stigmatizzato e combattuto. Prestigiosi nomi dei masterchef che in favore di telecamera accatastano sul piatto l’asparago e il gamberone, i semi di sesamo e lo spinacio, il tutto ovviamente a mani nude (come chiedere un guanto all’artista), ma soprattutto spiegando la ricetta a sputacchiera libera sopra la creazione. E come loro i camerieri tanto simpatici e ospitali, nei ristorantoni e nelle pizzerie, tutti quanti a raccontarti la storia del piatto, ma anche la storia della loro vita e del loro borgo, tenendo sempre i piatti davanti al petto, a braccio piegato, esattamente nel punto preciso di caduta della loro umanissima produzione di droplet.

E infine vedo pure i tavolini più lontani tra loro, così la finiamo con questa abitudine rubata ai francesi di attaccare estranei – magari pure incompatibili, il taciturno accanto all’estroverso – a contatto di gomito, che fa tanto brasserie parigina, va bene, ma fa anche tanto stai su di dosso almeno a pranzo, almeno mentre faccio due parole in confidenza con chi voglio io.

Posso fermarmi qui. Mi diranno subito che non è carino esultare per gli effetti logistici e igienici del Covid. Difatti non esulto. Preferirei rinunciarci ancora, come ci ho sempre rinunciato, potendo tornare indietro, evitando tanta sofferenza a tutti. Ma visto che la moviola nella storia non esiste, mi prendo almeno questo beneficio collaterale. Per quanto mi riguarda, posso testimoniare questo, davanti al mondo intero: magari l’Italia non è uscita migliore dalla terribile malattia a livello morale, civico, culturale, ma sul piano igienico sicuramente sì. Sperando non si torni più indietro. L’auspico, se mai, è che anche la pulizia diventi ugualmente pandemica, pensando a certi localini e localucci inglesi e francesi, tanto per dire.

Quanto all’auspicata pulizia etica, non mi pronuncio. Ho il timore che servano molti Stati generali. Attualmente siamo fermi agli Stati pietosi.

Un pensiero su “RINASCIMENTO IGIENICO

  1. Orfeo Benaglia dice:

    Condivido le osservazioni per quanto riguarda bar, pub, ristoranti, sulla pulizia in generale, fogli di menù pietosi, spruzzi a più non posso sui piatti di portata, manipolazioni di cibi a mani nude e tanto altro.
    Speriamo che le buone abitudini igieniche diventino una buona norma anche dopo l’emergenza covid finalmente.

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