RIDEVANO DEI POLITICI PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, NON NE TROVANO UNO PER IL CALCIO

Me li immagino, me li vedo, fare sorrisini e battute sui politici che non trovano un candidato per la Presidenza della Repubblica. Me li sento, ironizzare sul Parlamento incapace di avere un rappresentante all’altezza nella carica più alta dello Stato, presi come saranno parlamentari e senatori a difendere slogan e orticelli prima di illuminarsi per il Mattarella Bis.

Pochi giorni dopo, però, tocca a loro, ai rappresentanti della Lega Calcio che deve sostituire il dimissionario Paolo Dal Pino. E anche i rappresentanti dei club del pallone (Lega serie A) hanno avuto, eccome, tempo per pensarci.

Invece niente. Nessuna intesa, nessun accordo, nessun candidato. Esattamente come i loro colleghi di Palazzo Madama e di Montecitorio, i frequentatori di Palazzo Parigi hanno giocato a carte con i nomi, incassando pernacchie e rifiuti tra i più disparati: Walter Veltroni, Pierferdinando Casini (“Magari, chissà, persa la corsa alla presidenza della Repubblica potrebbe accontentarsi dello sgabello del calcio”), Angelino Alfano, Roberto Maroni. Tutti esponenti, rappresentanti o estrazioni di quelli là che la settimana scorsa non riuscivano a cavare un cognome dall’urna per l’altissima presidenza e si guadagnavano il sarcasmo dei presidenti. Poi ecco sbucare dal cilindro Mauro Masi, ad di Consap ed ex dg della Rai fino al 2011, segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con ruoli poi attivi nei Governi Berlusconi 2 e 3 e dirigente della Banca d’Italia. Nome “gradito” anche alla Federazione.

Ultima eccellente ruota di scorta Andrea Abodi, già guida della Lega di B e consigliere FIGC, attualmente Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e del Comitato di Gestione Fondi Speciali, nonché Consigliere dell’Associazione Bancaria Italiana, vicepresidente della Fondazione Giovanni Paolo II e membro del Consiglio Direttivo Special Olympics Italia Onlus. Dietro le quinte, sempre un solo grande manovratore niente affatto occulto: Claudio Lotito, quello dei tamponi farlocchi e della doppia proprietà Lazio-Salernitana oltre il tempo massimo, però condonato all’italiana. E’ lui, Lotito, manco a dirlo, che ha sponsorizzato l’elezione come consigliere indipendente di Gaetano Blandini, ad della SIAE.

Serviranno 14 voti dei 20 elettori per raggiungere il quorum, e lo stesso vale per la seconda votazione, la settimana prossima, visto che nella prima non si arriverà a capo di nulla. “Più facile che il nome esca allora il 23 febbraio, in terza votazione (dove il quorum scende a 11)”, scrivono i colleghi che si occupano delle avvincenti cronache del Palazzo. “Anche perché l’elezione da parte dell’assemblea deve arrivare entro 45 giorni dalle dimissioni, altrimenti la FIGC potrebbe commissariare la Lega”.

Per arrivare alla deadline dei 45 giorni dalle dimissioni di Dal Pino ne restano tecnicamente 39. Non dovrebbero servire tutti e per certi versi è un peccato: chissà quale altra lista di pittoreschi candidati ci avrebbe regalato la simpatica banda dei pupari, frettolosa di chiedere e incassare i “ristori” da quel governo che ha irriso fino a una settimana fa, mentre in B il presidente Cellino esonera dal Brescia (3° in classifica a 2 punti dalla prima e 1 dalla seconda, imbattuto da 2 mesi) Pippo Inzaghi, avendo già a contratto altri 2 allenatori. Ma la colpa della crisi è del Covid… Ma la colpa di tutto è del governo ladro.

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