RIAPRIRE STANDO CHIUSI

di GHERARDO MAGRI – Nella Fase 2 di riapertura, il miglior modo di minimizzare i rischi e prevenire il più possibile è …non aprire.

Facile a dirsi, difficile a farsi.

Perché non seguire le sirene di chi dice che se non ci sei ti perdi il business, è dura e ti sembra di essere un debole.

Perché non partecipare alla schiera dei 4.5 milioni di italiani che ritornano a lavorare “in presenza”, ti mette nell’angolo dei pavidi.

Perché nelle aziende ci sono pressioni non dette sugli obiettivi da raggiungere ancora più forti di quelle esplicite.

Perché abbiamo tutti voglia di metterci in moto e dobbiamo reprimere un impulso primordiale e trattenuto a lungo.

Perché è sempre più comodo e facile mettersi dalla parte del maggiore consenso populista.

E invece si può fare. Questa è la fase in cui bisognerebbe isolarsi e ragionare ancora di più con la propria testa, ignorando i sondaggi, i commenti, le urla e gli esperti. Rispetto alla Fase 1 oggi sappiamo molto di più, e, per dominare le mille incertezze della ripresa, dovremmo scegliere con le nostre (poche) certezze che ci siamo faticosamente costruite in questi due lunghissimi mesi.

Dal 4 maggio, cioè dalla fase del liberi-tutti travestito da liberi-pochi, è passata una settimana. La mia decisione di riaprire gli uffici solo il 18 maggio col 7% delle persone, e poi a giugno si vedrà, non ha incontrato grossi ostacoli, ma ho sentito sotto traccia una grande energia pronta a riesplodere. Nelle diverse videochiamate che hanno preparato questa pianificazione ho avuto comunque un appoggio convincente alla prudenza. Anche perché ci siamo abituati allo smart working senza problemi, con ottimi impatti sul business.

La dimostrazione migliore è venuta dal campo: stando quatti quatti a casa, lavorando sodo come al solito, i risultati stanno arrivando lo stesso.

L’altra dimostrazione, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. Zone di movida piene come se fosse ferragosto, in Italia. Per Milano, invece del video con Ghali, il rapper che ci invita a fare un passo alla volta, ci voleva l’invito ai ghisa a passeggiare sui Navigli, prima e non dopo.

Altri paesi in giro per il mondo, che riaprono mostrando i muscoli, vedono rialzare l’indice di contagio in modo sinistro. Era tutto ampiamente prevedibile, non è una grande sorpresa: continua il valzer con le giravolte delle disposizioni e delle correzioni punitive postume.

Sembra giunta l’ora di tentare l’immunità dal gregge.

2 Risposte a “RIAPRIRE STANDO CHIUSI”

  1. Parole lucide, caro Magri, a cui posso solo aggiungere la considerazione che purtroppo questo casino è capitato in un momento in cui al governo del mondo ci stanno alcuni tra i peggio politici di sempre : uno x tutti, Trump, grazie alla cui irresponsabilità personale, il covid (solo negli USA) rischia di fare più vittime dei 2 ordigni nucleari del 1945…Speriamo in un miracolo, preghiamo…

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