QUESTO STATO COSI’ UMANO CON DUE POVERI BISOGNOSI

di LUCA SERAFINI – Fino a processo concluso e condanna acclarata, i presunti colpevoli non si possono bollare né come mostri, né come bestie, né semplicemente come assassini. Decide il giudice, il resto della sentenza la eseguono in un secondo momento i compagni di cella se hai ammazzato un bambino, una donna, un anziano o massacrato a calci e pugni un ragazzino, essendo grande e grosso o casomai essendo in due (tre, quattro…) contro uno. Chiamasi giustizia sommaria, caso in cui anche il Padreterno si gira dall’altra parte.

Quindi al momento possiamo solo limitarci a definire quegli energumeni che hanno giustiziato Willy, infierendo a calci e pugni su di lui, due poveri bisognosi. Questo infatti lo aveva già stabilito la legge, ben prima del processo e della cronaca nera che li ha assurti all’ingloriosa fama. Due poveri ragazzi che avevano il diritto del mantenimento da parte dello Stato: un reddito di cittadinanza che serviva come il pane per sbarcare il loro miserabile lunario, tapini disoccupati.

Anzitutto, non avevano in tasca un ghello per saldare il robusto conto del tatuatore. Erano sprovvisti del libretto degli assegni per pagare il leasing dei loro SUV metallizzati. Erano senza conto corrente per addebitarci su il rid mensile della palestra. Momentaneamente anche senza carte di credito per acquistare jeans, camicie, scarpe griffate oltre naturalmente all’equipaggiamento indispensabile per esercitarsi nelle loro nobili arti marziali. Ha provveduto lo Stato italiano: tuttapposto. Ci son venuti fuori due muscolosi damerini che valeva la pena, dai.

Dunque, a me povero vecchio opinionista da partita IVA, senza gettoni e collaborazioni remunerate per oltre 3 mesi durante il lockdown, i 600 euro l’INPS li ha negati (conservo la mail) per un cavillo sui dati fiscali. E va beh, un po’ di dieta non mi ha fatto male.

Ma quegli stessi burocrati che hanno messo da parte l’urgenza della cassa integrazione, degli aiuti a cittadini e imprese, a ritroso anche a terremotati e a famiglie bisognose, hanno invece rapidamente, minuziosamente, precisamente individuato in una coppia di agiati cerberi, due aventi diritto. Maledetti e subito.

L’elemosina del reddito di cittadinanza è nobile, come lo sono gli oboli per definizione. Ma chi è quel decerebrato che stabilisce i canoni secondo cui hanno diritto a riceverlo due atletici sfaccendati benestanti, annoiati al punto di massacrare un povero Willy qualsiasi infierendo su di lui? Così, solo per il gusto di segnare il territorio…

E chi è quell’altro decerebrato che non processa e non manda in cella il primo decerebrato, a gustarsi anche lui un po’ di giustizia sommaria, mentre noi continuiamo a chiacchierare di provvidenza con il Padreterno, stavolta girato verso di noi?

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Un commento su “QUESTO STATO COSI’ UMANO CON DUE POVERI BISOGNOSI

  1. Moreno Savare' il said:

    Totalmente d’accordo con Luca. In questo paese, troppe cose sono orientate alla clemenza verso i furbetti, più o meno grandi. Questo spinge molti, sempre più a tentare di entrare “nel giro”.
    Poi lamentiamoci che il paese non cresce adeguatamente rispetto alle possibilità, la sciatteria gestionale chi si potrebbe credere che la paghi?

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