QUELLA SCANDALOSA BOLLETTA DA 2500 EURO A PAOLO PALUMBO, MARTIRE SLA

La burocrazia è ignorante e i burocrati di più.

Paolo Palumbo vive a Nuoro, ha 25 anni, ha la SLA e i burocrati lo sanno. La burocrazia non lo sa, ma i burocrati sì, e io non accetto se, ma, forse, vediamo, incrociamo i dati. No, non lo accetto.

Io non lo accetto e non vedo come possa accettarlo chi abbia una briciola di senno. Paolo Palumbo ha la SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, niente di bello, qualcosa di brutto che più brutto è difficile immaginarlo, e la sua vita è appesa a un filo, più fili in verità, attraverso i quali scorre la corrente elettrica, quella che gli permette di restare in vita e di comunicare, ammesso e non concesso che comunicare non sia la cosa che lo tiene in vita.

Paolo Palumbo riceve bollette da duemilacinquecentoeuro e io provo vergogna, vergogna di essere in un Paese che con faccia di bronzo riesce a recapitare tali missive, incurante del destinatario e incurante della cura che un Paese civile dovrebbe mostrare nei confronti dei più deboli. Poi non importa che i più deboli a volte si mostrino i più forti e senza ombra di vittimismo si adoperino per arrivare alla fine del mese, come tutti gli altri. Così Paolo Palumbo, con la sua apparizione a Sanremo, la sua amicizia e collaborazione con Achille Lauro, ma tutti gli altri? Affossati e costretti a chiedere, sempre a chiedere l’aiuto e il supporto di amici, associazioni, fondazioni, per non affondare nel pozzo dell’oblio nazionale, dove la burocrazia regna sovrana ed è uguale per tutti, sebbene non tutti siano uguali.

Ogni regola ha la sua eccezione e non c’è regola che abbia senso se non prevede l’eccezione, il compito del burocrate serio e avveduto dovrebbe essere scorgere, vagliare e accogliere le eccezioni ragionevoli, giuste, inevitabili. Se non può fare questo, se non è in grado di fare questo, ogni burocrate, ogni funzionario è un essere inutile e dannoso. Ogni macchina, ogni robot, saprà svolgere la medesima funzione in modo altrettanto efficiente e forse meglio, ammesso che un meglio possa esserci in materia.

Ci diranno che è stata una svista, una delle tante, al punto da credere che il virus sia la miopia e non il Covid, ma noi non abboccheremo, sappiamo bene che il virus è ben altro, si chiama cecità, ma con la vista non ha nulla a che fare.

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