QUANTO VALE LA RICCHEZZA DI MUSK SE UN FIGLIO SCAPPA

Xavier Musk vuole essere identificato come Vivian Jenna Wilson, prendendo il cognome della mamma per non avere più alcun riferimento o collegamento al padre. Il padre non è uno qualsiasi, ma è l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, il patron della Tesla e di molto altro. Xavier Musk  non vuole avere «più alcun riferimento o collegamento con il cognome del padre, in aperta protesta con il fondatore di Tesla, con il quale non sembra aver avuto mai un buon rapporto».

Dalla madre di Xavier, Musk ha avuto altri figli: Damian, Kai e Saxon, prima che Musk si accompagnasse alla cantante Grimes e avesse da lei altri due figli, X AE A-XI ed Exa Dark Sidereel.

È un topos letterario e non solo letterario: i giganti nella vita sociale sono spesso dei nani nella vita privata.

Ed è altrettanto noto che manovrare miliardi è, mediamente, più facile che ascoltare il proprio figlio o la propria donna che hanno soltanto bisogno di essere ascoltati. Ma questa è una affermazione smaccatamente moralista e quindi fa piacere a me e a qualche altro impenitente moralista come me.

Ma su Elon Musk mi nasce un sospetto da un tratto che avevo già letto altrove: i nomi dei figli. Il primo figlio è stato chiamato, appunto, Xavier, che potrebbero essere perfino il nome di un santo, poi Damian… Poi è iniziata quella che a me sembra una deriva inquietante. Come si fa ad affibbiare a un povero disgraziato bambino il nome di X AE A-XI? Il nome ridotto a una sigla, come i modelli delle macchine. Io, che sono stato inquinato dalla bibbia, so che il nome è la persona e viceversa. Ma il figlio di Elon Musk è qualcosa di più di una sigla?

La risposta a questa domanda non è per niente scontata se si va a vedere, appunto, la vicenda del primo figlio. Xavier cancella anche la sua identità sessuale. E il nome, che quella identità esprime, non è più quello del padre, ma quello della madre. È una specie di drammatico omicidio-suicidio culturale. «Ammazza» se stesso «ammazzando» il suo rapporto con il padre.

Mi viene in mente, per evidente deformazione professionale, la parabola del «Figlio prodigo» nel capitolo 15 del vangelo di Luca. Quando il figlio scapestrato torna a casa, il padre gli restituisce la dignità che il ragazzo aveva perduto nel «paese lontano» nel quale era fuggito: lo veste con la tunica, gli rimette i sandali ai piedi (gli schiavi andavano scalzi), l’anello al dito (era probabilmente il timbro ufficiale dell’azienda) e gli fa festa. Il figlio viene restituito alla sua dignità e ricupera se stesso ricuperando il padre.

Impressiona la parabola moderna di Xavier Musk. Non solo non torna a casa, ma rinnega quell’esile legame con la casa che era il nome paterno. Il figlio ricupera se stesso negandosi come figlio. È proprio una impressionante, moderna parabola di un figliol prodigo alla rovescia.

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