PROVE TECNICHE DI CAOS

di LUCA SERAFINI – Un gioco, non troppo divertente. Vi racconto tre brevi storie, vediamo se trovate il nesso, il filo logico – apparentemente inesistente – che le unisce. 

1) LE PALESTRE. Sono in auto venerdì mattina poco dopo le 9. Ascolto Rai Radio 1. Interviene al telefono Giampiero Guglielmi, presidente dell’Associazione nazionale palestre e lavoratori dello sport (ANPALS): “Da ieri il 30-40% degli impianti italiani ha riaperto, contro le norme. Dei verbali non frega più niente a nessuno: questa filiera è in ginocchio, non ha più niente da perdere” (dichiarazione resa anche qualche giorno fa all’ADN Kronos). Il giornalista incredulo lo incalza: “Ma lei come presidente non invita i suoi associati a rispettare le regole?”. La voce di Guglielmi resta impassibile: “Non abbiamo avuto aiuti di nessun genere, nessun contagiato è uscito da una palestra in Italia, i protocolli di sicurezza li rispettiamo come e più di altri, ma non abbiamo vantaggi e non ce la facciamo più”. Il giornalista si aggrappa al pubblico: “Guardi, scrive una ascoltatrice che in modo diretto le dice: ‘Ma questo è fuori’. Vuole replicare?”. Il presidente ANPALS conclude: “Gliel’ho detto, non abbiamo più niente da perdere”.
2) LA VACCINATA. Paola S., moglie del mio amico Alessandro T., si sottopone al vaccino. E’ una donna di circa 40 anni. Vivono alle porte di Milano. Non sta bene, accusa febbre e spossatezza, telefona all’ospedale adiacente e il medico che va a visitarla le prescrive la cardioaspirina. La situazione non migliora, anzi compaiono macchie simili a lividi su tutto il corpo e allora intorno a mezzanotte Alessandro accompagna Paola al Pronto Soccorso di quello stesso ospedale. “Sospenda subito la cardioaspirina! Non si preoccupi per il resto, le macchie spariranno, comunque per sicurezza domani faremo gli esami del sangue e un ecodoppler per le vene”. Tornano all’ospedale il giorno dopo, gli esiti degli esami sono buoni, ma lo specialista (il terzo in poche ore) ribalta la prescrizione della collega: “Riprenda immediatamente la cardioaspirina”. Il seguito alla prossima puntata.
3) LA CHAT. Su whatsapp, un gruppo di famiglia. M. (pensionato, ex commerciante, impiegato, lavoratore autonomo) :”Ai miei familiari che vogliono a tutti i costi vaccinarsi con i criminali di Astra Zeneca posso consigliare di fare una cura preventiva per qualche mese di fluidificazione del sangue (es. Aspirinetta)?”. S.: “Mio padre purtroppo non cambia idea (si vuole vaccinare,ndr). Io non lo faccio”. B.: “Vi capisco ma sappiate che poi ci negheranno qualsiasi tipo di viaggio se non siamo vaccinati”. M.: “Ma è giusto vivere con queste minacce?” B.: “No ma non ci sono alternative purtroppo”. M.: “Resteremo nella nostra bellissima Italia, noi oggi siamo ad Andora”.
Qualche attimo di pausa per risolvere il gioco. 
Un indizio: nei primi anni Settanta, quando scoppiò il terrorismo palestinese con il culmine della strage di Monaco ’72, il grande giornalista Vittorio Buttafava scrisse sul settimanale “Epoca”, molto autorevole e molto venduto a quei tempi: “I palestinesi chiedono da sempre un pezzo di terra su cui vivere, nessuno fa niente per loro se non gli americani che gli danno l’elemosina per campare. Nessuna sorpresa che da quei miserabili sia uscito un gruppo di persone inferocite, disposte a tutto pur di rivendicare i propri diritti: possiamo provare orrore e indignarci, ma non possiamo certamente essere stupiti che stia accadendo questo”. 
Secondo indizio: il popolo chiede aiuti economici, chiede spiragli di luce, chiede vaccini sicuri, leggi e riforme per la ripresa, cure, attenzioni per settori dimenticati come il turismo, l’arte, lo sport e decine di altre attività abbandonate a se stesse, come lo stesso settore medico… Il popolo chiede l’alleggerimento della pressione fiscale, le scuole, il lavoro. In cambio lo Stato distribuisce barattoli di vernice, solo barattoli di vernice con cui colorare di rosso arancione giallo verde blu cobalto lilla arcobaleno… A seconda degli umori dei partiti, dei governatori, dei virologi improvvisati in tv, possiamo colorare giorni e regioni, così a caso, oppure colorare esistenze sul precipizio verso il buio nero più fitto. Ci sono i vaccini ma non i vaccinatori o i locali, i vaccinatori e i locali ma non i vaccini, i vaccini e i locali ma non i vaccinatori, i vaccinatori, i locali e i vaccini ma i vaccinatori sono incompetenti, i locali inadatti e i vaccini non sicuri.
Soluzione del gioco: siamo in Italia. Un posto dove a questo gioco non vince mai nessuno, ci sono solo sconfitti.
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