PRIMO CASO DI COVID DA OSTRICHE

di TONY DAMASCELLI – Maledette ostriche. Peggiori dei pipistrelli. Bastava dirlo prima ed avremmo evitato il virus. O vibbrione, direbbero a Napoli.

Il nipote dello zio, al secolo De Laurentiis Aurelio (NELLA FOTO), tiene il Covid 19, sale la febbre e o’ presidente sta ‘na chiavica. Nonostante sintomi evidenti, si era presentato al convegno milanese della Lega, quella del calcio professionistico, svoltosi in una sala dell’albergo Hilton, perché quelli del football sono dei signori che evitano stanze e uffici istituzionali, meglio l’hotel stellato con camere e ristorante di classe.

Il nipote dello zio ha stretto mani, forse ha sfiorato qualche gomito, ha parlato con e senza mascherina, si è esibito, privo del dispositivo, ai giornalisti, tenuti a distanza a prescindere e ha giustificato il malessere con l’indigestione di ostriche, mica cozze e vongole, proprio il mollusco che distingue il benestante dal resto dei commensali a pane e alici.

Del resto il nipote dello zio sta attaccato allo scoglio del football che gli offre le garanzie che il cinema e i cinematografi ormai faticano a donargli.

Ora sono in corso accertamenti, tamponi, test fra tutti gli astanti-tremanti di Milano, mentre il presunto untore sta in isolamento a Capri, come un imperatore. Così il titolo del film, interpretato da Totò. Qualunque riferimento è puramente casuale. Sta di fatto che, per il virus, trattasi del primo caso di presidente zero.

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