PIEDI BUONI ORMAI SOLO PER CALPESTARE LA NAZIONALE

Propongo una leggera, ma decisiva correzione alle ultime parole dell’Inno di Mameli: ”… siam pronti alla morte..”. Andrebbe modificato in:”…siamo pronti alla fuga…”, perchè ormai la nazionale è un albergo a ore, con porta girevole, gente che entra, gente che esce, se la svigna, va in fuga non per la vittoria ma per le vacanze.

Roba triste, gli ultimi in uscita sono stati i due “daaLazio” Lazzari e Zaccagni, prima di loro altri si erano dati alla macchia, i cosiddetti fratelli d’Italia sono come l’isola dei famosi, una fregatura, una finzione scenica, va bene cantare ma poi non vedono l’ora di raggiungere domicili e lidi esotici. Vanno capiti, so’ ragazzi, stanchi, sfiniti da una stagione logorante che nemmeno il Cynar saprebbe rendere più accettabile.

In verità assistendo all’esibizione dell’Argentina devo presumere che gli albiceleste fossero reduci da lunghe ferie tra asadi e tanghi.

Balle colossali, la nazionale ha esaurito il Gratta e Vinci dell’estate duemila e ventuno, Mancini gioca con l’album delle figurine, ingiallite e doppie, triple, quadruple, non c’è un Pizzaballa che sia uno, ma il cittì resta saldo al suo posto e sopra di lui il capo federale, chiamasi Gravina, non fa un plissè, la poltrona è di quelle in cemento armato, le vergogne finiscono sotto il tappeto.

Fenomenale la vicenda degli ultimi due fuggitivi, con le parole di Mancini che si è detto sorpreso e non informato del fatto. Essendo lui il responsabile del gruppo, delle due l’una: o lo hanno fatto fesso o non contra più nulla, come il Ventura che fu. Però a forza di deporre la chioma, Mameli li ha un po’ confusi.

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