PATRIOTI ALLA ROVESCIA

Ce la siamo presa con i nostri atleti che non cantavano, perchè non sapevano, l’Inno di Mameli. A forza di pistolotti patriottici, si sono applicati e ultimamente non ce n’è uno che si sottragga al suo compito istituzionale.

Adesso però sarebbe il caso di farci un breve esame di coscienza, tutti quanti. In questi giorni di dramma nazionale, in tanti hanno sentito il bisogno di esporre il simbolo dell’orgoglio e dell’identità, come un incitamento collettivo a esibire il meglio di noi in un momento tanto grave.

Sì, la bandiera è un puro simbolo, cioè materialmente un pezzo di stoffa, ma idealmente un condensato di cultura, di appartenenza, di valori. Non una cosa da niente. Bel gesto quello di appenderla ai balconi, come segno di un’Italia che c’è e che ci sarà.

Però si registra un fenomeno piuttosto imbarazzante: tantissime di queste bandiere, ad occhio e croce più o meno la metà, sono appese al contrario. Magari andrebbe insegnato già alle elementari, assieme all’uso del tablet e alla lingua inglese, ma è basilare saperlo: il tricolore comincia dal verde. Per dirlo come si dice ai bambini, attaccato all’asta c’è il verde.

Se vogliamo sventolare il patriottismo, facciamolo dritto.

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