PARTE LA MUSICA E LA BALLERINA DIMENTICA L’ALZHEIMER (VIDEO)

IL VIDEO:

https://mobile.twitter.com/jameslucasit/status/1534120209786802176

Ci sono persone che ci chiedono di potersene andare, di poter abbandonare il corpo che ormai non riconoscono e non governano più, e ci sono persone che, apparentemente disconnesse dal mondo che le circonda e apparentemente insensibili agli stimoli esterni, ci danno invece a intendere che ancora non è tempo, che ancora c’è una luce che illumina i loro ricordi, basta scovare l’interruttore giusto.

Marta González Saldaña ha avuto una vita mirabolante, misteriosa, avventurosa, dai contorni incerti e controversi. Forse spagnola, più probabilmente cubana, data di nascita e documenti d’identità fluttuanti e mai certi, prima ballerina da qualche parte, sicuramente a New York, maestra di grazia ovunque.

Il tramonto della vita le ha destinato una casa di riposo e un orribile compagno di nome Alzheimer, che lentamente sembra tagliare tutti i fili che tengono aggrappati al mondo circostante. Sempre di più, finché pare non ci sia più connessione alcuna.

Ma sotto la punta dell’iceberg c’è sempre un serbatoio carico di immagini, ricordi, suoni, colori, parole. Come una vecchia penna poco usata, ma ancora carica di inchiostro, a volte basta sfregarla un po’, metterla al caldo e torna a scrivere, e così è successo a Marta. Ed è un regalo per chiunque possa assistere al prodigio.

Qualcuno le sistema le cuffie alle orecchie, parte la musica del “Lago dei cigni” di Tchaikovsky e lei torna a ballare come faceva quando era étoile, prima stella del corpo di ballo, con la medesima grazia e con qualcosa in più anzi, destinata a tutti noi.

I ricordi sono tutto quel che ci rimane, respirano e riprendono vita ogni volta che trovano un appiglio, un senso, qui e ora, che li riaccende e ne restituisce la bellezza. O l’orrore, o qualsiasi altra emozione non necessariamente estrema ma speciale. E l’insegnamento che, comunque sia, ne scaturisce.

Persone con Alzheimer, fin quando possibile, e persone vicine a malati di Alzheimer hanno scritto racconti meravigliosamente malinconici, strazianti, agghiaccianti, ma anche divertenti e sdrammatizzanti, resoconti che tutti dovremmo provare a frequentare di tanto in tanto.

Il racconto di Marta che balla sulle note dei suoi ricordi è certamente uno di questi imperdibili momenti, non serve descriverlo, non serve nulla in più di quel che c’è.

A proposito, Marta González Saldaña se n’è andata a marzo, ma chissà, vista l’incertezza anagrafica, chi può dirlo con certezza.

Certe stelle non si spengono mai, basta pensarle e brillano per l’eternità.

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