OLANDA, AUSTRIA, ECC.: PIU’ FURBASTRI CHE FRUGALI

di TONY DAMASCELLI – Hai capito ‘sti frugali. L’hanno rimenata per settimane, loro duri e puri, con la tavola parca, ovviamente la prima vocale è corretta, parsimonia in dosi industriali, prudenza come le formiche di la Fontaine a differenza di quelle cicale cicale italiane sempre pronte a frinire d’estate e restare senza cibo d’inverno.

L’Olanda di Rutte ha guidato il gruppetto dei professori, mettendoci dietro la lavagna, ma poi è stata scoperta la magagna: dovranno versare quasi due miliardi in meno all’anno all’Unione europea e vedono anche aumentare sostanziosamente i dazi doganali nei loro porti. Come dire hanno preso due tulipani con un piccione che è il resto del continente, fatto fesso da coloro i quali, dico Rutte e la sua orchestra austro-danese, giuravano e giurano ancora di essere integerrimi, pronti allo sciopero della fame (ecco la loro frugalità), a porre il veto a qualunque iniziativa nostra e affine, a sindacar su come e quando e perché avremmo speso il prestito.

Guarda caso, chiedevano solo uno sconto. Bastava dirlo. Nemmeno gli usurai più miserabili e vigliacchi si comportano così, ma il Paese dei marinai, abituati a promettere amore ad ogni porto di attracco per poi svignarsela dopo la prima e unica notte di sesso selvaggio (si fa per dire), è questo, nessuna sorpresa, è un’isola del tesoro per molte aziende italiane che hanno trovato il vero privato, personalissimo recovery fund fiscale.

Ora si tratta di pensare al nuovo debito, abbiamo aggiunto denaro per crescere ma è tutto da verificare, possibilmente alla luce del sole, anche in piena notte invernale.

Un fatto è certo: che nessuno tra olandesi, austriaci, svedesi, finlandesi e danesi, i famosi frugali, venga a spiegarci che loro sì sanno come si debba vivere e spendere, loro sì che si sono sacrificati per il bene dell’Europa. Balle colossali, hanno avuto la loro convenienza. In fondo sono come quel politico deciso a porre fine alla corruzione: “basta con ’ste bustarelle, bustarelle qui, bustarelle là, bustarelle a destra, bustarelle a sinistra. Guardi, me li dia sciolti”.

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