NON SI PLACA LA RIVOLTA DEL TERRONE

di JOHNNY RONCALLI – Tel chi el Terùn, direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo. Un po’ fa sorridere e induce tenerezza Francesco Terrone, per il nome e per il fatto.

Non è bene prendere sottogamba o ridicolizzare chi ha una causa e per quella causa si batte con orgoglio.

Lui, Francesco Terrone (NELLA FOTO), una causa ce l’ha, da quando è nato, si potrebbe dire, perché coincide col cognome che si ritrova appiccicato dal giorno in cui vide la luce, ma lungi dal vergognarsene o provare a cambiarlo, quel cognome, lungi dal rassegnarsi a una più o meno pacifica convivenza pure, s’avventa furibondo contro l’Accademia per eccellenza, quella della Crusca, e la causa sua diventa la causa che intenta ai danni della Crusca stessa.

Suona macchinoso e frastagliato tutto quanto, e lo è, ma il Terrone non è uno remissivo, è uno che combatte, come se dovesse rivoltare con le mani la terra sulla quale cammina. Buon nome non mente.

Francesco, Francesco il Terrone, provo a nobilitare un po’, sostiene che il pur esaustivo e articolato capitolo che la citata Accademia dedica alla parola che in qualche modo definisce le sue generalità, il capitolo che lo riguarda insomma, sia parco di annotazioni lusinghiere, laddove invece indulge in accezioni spregiative maturate nel corso dei secoli, accezioni che la storia della lingua e la storia dell’uso della lingua non possono ignorare, ma dovrebbero stemperare in favore dell’origine non necessariamente negativa del Terrone stesso. Sostiene lui.

Francesco, il Terrone, vive un po’ avulso dai tempi che corrono. Per lui non c’è Covid, non c’è crisi di governo, non ci sono chiusure, non c’è affanno. Lui ha una causa e non si ferma davanti a nessuno.

E allora che si presenti in tribunale la Crusca e renda conto dell’abuso. Il nostro sistema giudiziario, già così snello e scattante di suo, se ne farà una ragione. Ci sono priorità, la storia da revisionare, le parole e le persone da riabilitare.

Dice, timidamente, la Crusca: “Assurdo incolpare noi per l’uso discriminatorio di un termine impiegato nella storia d’Italia”. Assurdo presentarsi in tribunale con argomentazioni del genere, su, che possibilità ha la storia di spuntarla sul Terrone? Quello è deciso come un ariete pronto a sfondare le mura, è deciso a cambiarla la storia.

Toccherà cambiare le enciclopedie, i vocabolari, toccherà ammettere che la storia non è stata clemente con i terroni, ma arriva il giorno della riscossa e il Terrone potrà cantar vittoria.

Ora però mi sovviene che in seconda liceo il mio professore di matematica di cognome faceva Piscione, non scherzo. Cerco di rintracciarlo, stai a vedere che…

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