NON E’ LA D’URSO, MA QUASI

di TONY DAMASCELLI – Presente anche nella Treccani, Palombelli Barbara ha attraversato l’arco costituzionale dell’editoria italiana, dal “Giornale” al “Corriere” a “Repubblica”, per ribadire il pendolarismo radiotelevisivo tra “Rai”, “La7” e “Mediaset” dove infine si è fermata, illuminando, con la propria eleganza senza un solo plissè, trasmissioni di varia tendenze, “Forum” e “Stasera Italia” per dire.

Onorata del riconoscimento di Cavaliere d’Italia da Francesco Cossiga capo dello Stato, autrice di libri dal titolo programmatico, tipo “C’era una ragazza”, “Diario di una mamma giornalista” e “Mai fermarsi”, la Palombelli in Rutelli, al secolo Francesco anch’egli passeggero ondeggiante della politica, ha uno stile assai raffinato, quasi distaccato dall’evento, che la vedrebbe conduttrice, padrona di casa, riverita dagli ospiti, che lei, tuttavia, sorvola come fosse un drone, sembra non ascoltare perché vuole seguire rigorosamente la scaletta, prescindendo dalle parole di questo o quello, tirando diritto per la propria strada, ben vestita sempre, senza una sola grinza di improbabile stiratura sul tailleur o giubba in pelle, con la messa in piega leccata ai massimi della sfida all’ozono, mai fuori registro nel viso, nel tono della voce, nel vocabolario sfoggiato con attenzione, un fermo immagine, un’istantanea immobile, rischiando di muovere la statua, sparpignando (gergale per sbattere) le ciglia, movimento tipico di un’altra Barbara dello stesso network, come usano le bambole quando sono scosse dalle bambine o dai bambini. Però non facciamo confusione: lei è un’intellettuale, tutto quello che tocca e tratta diventa nobile e culturale. Non è la D’Urso.

La Palombelli (NELLA FOTO) usa lo stesso timbro se deve trattare contenziosi famigliari a “Forum” o quando propone temi politici a “Stasera Italia”, ma al momento di mettere i cosiddetti sul tavolo o scrivania, frena, arretra, sceglie il compromesso, si rifugia in corner, non osa mai, seguendo per l’appunto la propria postura da tassidermia. Eppure riscontra ascolti, interesse, partecipazione. Forse. Conta il cognome, conta la sostanza, mica la forma. Eppoi, un attimo di pausa, c’è la pubblicità.

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