NO, IL VAR NON CI HA SALVATO

di TONY DAMASCELLI – Mi soffermo sul Var. Dice: finalmente farà giustizia, basta con il Grande Vecchio, basta con i sospetti e le insinuazioni, l’occhio di falco batterà pregiudizi e favori mafiosetti.

Tirati due conti, dopo un paio d’anni di sperimentazioni, siamo punto e daccapo. Rigori contestati, altri assegnati con generosità, fuori gioco invisibili e non visti anche dopo l’esame tecnologico, mani veri o fasulli, interventi dannosi da dietro e davanti, un polverone che non ha aiutato il calcio e nemmeno i giudici.

C’erano una volta arbitri, anche contestati, comunque di rispetto, al punto che, nel momento della presentazione delle due squadre, il cognome del designato veniva annunciato e preceduto così: “Arbitra il Signor Lo Bello da Siracusa”.

Signor arbitro, dunque. Oggi abbiamo un collettivo di direttori di gara, si diceva giacchette nere ma il colore contemporaneo è da evidenziatore, quattro in campo, due davanti al monitor, la mezza dozzina è diventata protagonista, si attendono secondi, minuti anche per chiarire se assegnare o no un calcio d’angolo, un fallo laterale. Non c’è Paese di football che non critichi lo strumento, non c’è allenatore o calciatore che accetti serenamente il verdetto deciso al video. In Spagna, dopo “el clasico” vinto dal Real Madrid con il solito rigore largo, il gruppo del Barcellona ha commentato “chissà perché il Var è sempre a favore del Real”.

Tutto il mondo è pais, dunque, idem come sopra nella Premier e in Francia e in Germania, la video assistenza non assiste il gioco, ne ha snaturato lo spirito, ne ha violentato lo sviluppo agonistico. D’accordo sulla tecnologia del gol, decisiva per il risultato. Ma sull’opinabile, come ad esempio fuorigioco, non ci siamo. In senso etimologico e storico il termine starebbe a significare che sei “fuori dal gioco”, “off side”, e invece gli azzeccagarbugli del football, Fifa e International Board che sono poi la stessa cosa, hanno portato il caos, basta una spalla, un ginocchio, una scarpa, uno spicchio di testa e sei in posizione irregolare che ti comporta vantaggio.

Naturalmente sono balle colossali, di chi non conosce il gioco, non tanto le regole quanto proprio il pallone, la sua filosofia. Tutto questo per dire che anche nell’ultimo giro di serie A si sono viste decisioni improbabili che hanno favorito e danneggiato, come prima più di prima. Ma proclamano che finalmente “giustizia è fatta”. Ovviamente, come nelle commedie e nelle farse, si replica.

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