NESSUNO VUOLE LE STUPIDE GUERRE, POI SCOPPIANO LE STUPIDE GUERRE

Un’altra guerra. Forse sì, forse no, non si sa, si spera. Si spera che non ci sia, naturalmente. Tutti dicono che la guerra non s’ha da fare. E si impegnano pure perché la guerra non si faccia. Macron ha telefonato a Putin. Anche i due maggiori contendenti, Putin e Biden, si sono telefonati. A noi, ingenui osservatori, sembra così semplice: spiegatevi e non fate stupidaggini. Ma basta poco e le stupidaggini si fanno.

Mi viene in mente un’opera di teatro, molto nota in Francia, un po’ meno da noi. Si tratta di “La guerra di Troia non avrà luogo”. L’autore è Jean Girauxdoux, scrittore morto nel 1944. Qualche anno prima della seconda guerra mondiale Giraudoux aveva scritto quel dramma che si rifaceva al mito della guerra di Troia. Titolo amaro, naturalmente, perché la guerra di Troia, in realtà, ha avuto luogo e soltanto perché la bellissima e insulsa Elena (così la presenta Giraudoux nella sua opera) era stata rapita dai Troiani. Una guerra durissima e inutile. Prima che la guerra scoppi i due protagonisti, Ulisse per i Greci ed Ettore per i Troiani, si incontrano. Il vecchio, navigato Ulisse sa che nonostante tutto la guerra si farà. “Voi siete giovane, Ettore!… Alla vigilia di ogni guerra è usanza che due capi dei popoli in conflitto si incontrino soli in qualche innocente villaggio, sulla terrazza in riva al lago… E tutti e due sono pieni di pace, di desideri di pace. E si lasciano stringendosi le mani e sentendosi fratelli. Eppure, il giorno dopo, la guerra scoppia. I nostri due popoli non si aspettano da noi la vittoria sull’ineluttabile. Soltanto, ci hanno dato i pieni poteri e ci hanno isolato perché noi potessimo gustare meglio, al di sopra della catastrofe, la nostra fraternità di nemici. Gustiamola. E’ un piatto da ricchi. Assaporiamola. Ma tutto finisce lì. Il privilegio dei grandi è di vedere le catastrofi da una terrazza”.

Ancora una volta, i potenti si confrontano, parlano per cinque ore (Putin e Macron, la settimana scorsa), si telefonano. La guerra non ha senso. Lo dicono tutti. In un telegiornale di Rai News 24, è stata trasmessa un’intervista a Stefano Antonioli, chef italiano che lavora in Ucraina. Nessuno vuole la guerra, ha assicurato Antoniolli, il popolo non vuole la guerra, qui tutto è tranquillo, è solo una questione di nervi…

Perfetto. Speriamo che Antonioli abbia ragione. Ma lo chef famoso ha già fornito una componente di molte guerre: che scoppiano senza che siano attese. E quella di tutte guerre: che scoppiano senza che siano giustificate. Le guerre, infatti, non hanno mai ragioni sufficienti per essere dichiarate e tanto meno per essere combattute. Nessuna ragione giustifica che ci si ammazzi a milioni. Ma ci ammazza comunque.

Si ammazzano, per le precisione, i poveracci mandati a massacrarsi e a massacrare. Putin e Biden, per non parlare di Macron, non andranno al fronte. “Perché Il privilegio dei grandi è di vedere le catastrofi da una terrazza”.

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